Il 2026 si apre sotto il segno del cambiamento. Tra letture astrologiche, numerologiche e simboliche – dall’Anno del Cavallo di Fuoco all’idea di un nuovo ciclo – anche la Costiera Amalfitana avverte un clima di trasformazione. In particolare Amalfi, Maiori e Positano si preparano a una primavera intensa, tra scelte amministrative, turismo e sostenibilità.
Nuovi assetti istituzionali e sfide locali
Il fermento politico regionale e provinciale fa da sfondo a un anno che vedrà il rinnovo dei consigli comunali e dei sindaci nei tre centri principali della Divina. Un passaggio che incrocia temi chiave: governo del territorio, mobilità, gestione del demanio e qualità dell’offerta turistica.
Concessioni balneari: le sentenze che cambiano lo scenario
Il dibattito è acceso soprattutto dopo le pronunce del TAR Campania. I casi di Minori e Amalfi hanno messo in discussione le proroghe automatiche delle concessioni, richiamando il rispetto delle regole europee sulla concorrenza. Per gli operatori si apre una fase nuova: più gare, più trasparenza, maggiore attenzione a servizi, innovazione e sostenibilità ambientale.
Porti, trasporti e sostenibilità
Sul fronte infrastrutturale, la discussione coinvolge anche il porto di Salerno e l’impatto delle cosiddette “autostrade del mare” su un ecosistema fragile e riconosciuto dall’Unesco. Le recenti valutazioni sul Porto di Amalfi riaccendono il confronto su traffici, balneazione e tutela ambientale.
SS163, gallerie e mobilità
Altra partita cruciale è quella della SS163 Amalfitana. Tra le ipotesi di variante in galleria (Minori–Maiori e Amalfi–Atrani–Castiglione di Ravello) e le richieste dei comitati civici, il 2026 potrebbe segnare scelte decisive per ridurre congestione e rischi sulla statale.
In parallelo, prende forma la ZTL Territoriale Costa Amalfitana, destinata ad avviarsi dopo un lungo iter e un monitoraggio pluriennale: un modello che potrebbe fare scuola anche in altri siti Unesco.
Elezioni comunali e nuovi equilibri
La primavera porterà le urne soprattutto ad Amalfi, dove il calo demografico sotto i 5.000 abitanti incide anche sulla composizione delle giunte. Un contesto che rende la campagna elettorale un vero banco di prova per il futuro della Costiera, tra governance, sostenibilità e qualità della vita.
