Come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola, si apre con forte tensione il 2026 per i dipendenti del Comune di Centola. Le organizzazioni sindacali denunciano una situazione definita «grave e perdurante», con un personale costretto da mesi a operare in condizioni di incertezza economica e gestionale, con ripercussioni significative sia sui lavoratori sia sulla qualità dei servizi resi alla collettività.
Comune di Centola in crisi, proclamato lo stato di agitazione
Secondo i sindacati, le lettere di sollecito, le richieste di incontro e le comunicazioni formali all’amministrazione comunale non hanno prodotto alcuna risposta concreta, generando un silenzio istituzionale che ha spinto le sigle a proclamare lo stato di agitazione e a richiedere l’intervento della Prefettura per aprire un confronto finora rimasto solo sulla carta.
Al centro della protesta ci sono questioni di primaria importanza: il mancato pagamento di parti degli stipendi, delle indennità e delle somme legate alle performance relative agli anni 2023 e 2024, ore di lavoro non retribuite per il personale della polizia municipale, il blocco di diritti economici già maturati e l’assenza di certezze sulle spettanze future. Le organizzazioni sindacali segnalano che questa gestione del personale sta producendo squilibri interni, forte demotivazione e crescenti difficoltà nell’erogazione dei servizi pubblici.
Alfonso Rianna, segretario della Fp Cgil Salerno, ha definito la situazione «gravissima»: «L’assenza sistematica della parte pubblica ai tavoli di confronto mortifica i lavoratori, svilisce il ruolo del sindacato e compromette la qualità dei servizi. La situazione è ormai insostenibile».
A peggiorare ulteriormente il quadro è la totale assenza di rappresentanti politici o dirigenti agli incontri ufficiali: dopo la mancata partecipazione all’incontro in Prefettura del 5 dicembre, anche il tavolo convocato il 30 dicembre presso il Comune si è svolto senza il sindaco, il segretario generale, il ragioniere capo e il responsabile del personale. L’amministrazione ha delegato la rappresentanza all’architetto Magno, scelta definita dai sindacati «mai vista in tanti anni di attività sindacale».
La mancanza di partecipazione ha avuto conseguenze immediate sul piano contrattuale: Fp Cgil e Csa hanno deciso di non sottoscrivere il contratto del fondo salario accessorio, denunciando una «totale assenza di relazioni sindacali e una mancanza di rispetto istituzionale». La situazione resta quindi aperta, con l’attenzione rivolta agli sviluppi dei prossimi giorni e alle eventuali mediazioni della Prefettura.








