Cronaca Salerno, Salerno

Colpo di pistola alla gamba, 60enne al Ruggi: indagini sulla versione dell’incidente domestico

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Foto di repertorio
Foto di repertorio

Come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola nell’articolo a firma di Brigida Vicinanza, un uomo di 60 anni è giunto nella notte tra venerdì e sabato al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno con una ferita d’arma da fuoco a una gamba. L’episodio, avvenuto nel territorio di San Mango Piemonte, presenta contorni ancora poco chiari ed è ora al vaglio dei carabinieri.

Colpo di pistola alla gamba, 60enne al Ruggi: indagini in corso

Secondo quanto emerso nelle prime fasi, il sessantenne si sarebbe presentato autonomamente al presidio ospedaliero intorno alle 3 del mattino, arrivando con un mezzo proprio e chiedendo assistenza per un colpo di pistola. Fin dall’accettazione in pronto soccorso, l’uomo avrebbe riferito di essere rimasto ferito accidentalmente mentre si trovava con il figlio, maggiorenne, e stava maneggiando un’arma. Una versione che avrebbe poi confermato anche al personale sanitario che lo ha preso in cura.

Come previsto dalle procedure in caso di ferimenti da arma da fuoco, i sanitari hanno immediatamente allertato le forze dell’ordine. Presso l’ospedale sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Salerno, coordinati dal maggiore Antonio Corvino, per avviare gli accertamenti e raccogliere la testimonianza dell’uomo. Anche ai militari dell’Arma il sessantenne avrebbe ribadito il racconto di un incidente, spiegando che il colpo sarebbe partito in maniera involontaria mentre mostrava la pistola al figlio.

Nel dettaglio, l’uomo avrebbe dichiarato di aver rinvenuto l’arma all’esterno della propria abitazione, abbandonata sull’asfalto. Dopo averla raccolta, sempre secondo la sua ricostruzione, avrebbe iniziato a osservarla insieme al figlio, momento in cui sarebbe esploso il colpo che lo ha raggiunto alla gamba. Il proiettile, fortunatamente, avrebbe attraversato l’arto senza provocare lesioni gravi o profonde, consentendo ai medici di intervenire con le cure del caso senza riscontrare conseguenze rilevanti.

Dopo le medicazioni e gli accertamenti clinici, nella mattinata successiva l’uomo ha rifiutato il ricovero ospedaliero, firmando le dimissioni volontarie. Le sue condizioni di salute sono state giudicate buone e compatibili con il rientro a casa, in una fase di recupero regolare.

Parallelamente, i carabinieri hanno proceduto al sequestro della pistola indicata come responsabile dello sparo. L’arma sarà sottoposta a verifiche tecniche per accertarne la provenienza, le caratteristiche e l’eventuale regolare detenzione. Gli accertamenti serviranno anche a chiarire se l’arma fosse funzionante, se presentasse anomalie e se risulti censita nei registri ufficiali.

Le indagini puntano inoltre a verificare la piena attendibilità della versione fornita dal sessantenne. Gli investigatori intendono ricostruire con precisione la dinamica dei fatti, stabilendo se il rinvenimento dell’arma sia effettivamente avvenuto in strada e se l’episodio possa essere ricondotto a una reale casualità o a circostanze diverse. Al momento, l’intera vicenda resta oggetto di approfondimento da parte dell’Arma, che prosegue gli accertamenti senza escludere alcuna ipotesi.

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