Tensione al Comune di Centola: i dipendenti proclamano lo stato di agitazione. I sindacati accusano l’amministrazione di mancato dialogo e arretrati non pagati. Lo riporta InfoCilento.
Centola, clima teso in Comune: dipendenti in stato di agitazione contro l’amministrazione
L’avvio del nuovo anno è segnato da un forte clima di tensione al Comune di Centola, dove il confronto tra l’amministrazione guidata dal sindaco Rosario Pirrone e le organizzazioni sindacali appare ormai compromesso. La proclamazione dello stato di agitazione da parte dei dipendenti comunali certifica una frattura profonda, alimentata non solo da questioni procedurali ma soprattutto da problemi economici che incidono direttamente sulle condizioni di vita dei lavoratori.
Le rivendicazioni sindacali
Fp Cgil e Csa parlano di una situazione grave e protratta nel tempo, denunciando il mancato pagamento di somme arretrate legate alle performance e alle indennità maturate negli anni 2023 e 2024. A questo si aggiunge la segnalazione di numerose ore di lavoro straordinario non retribuite, una criticità che riguarda in modo particolare il personale della polizia municipale. Secondo le sigle sindacali, il blocco di diritti economici già acquisiti e l’assenza di garanzie sulle spettanze future stanno generando squilibri organizzativi e un diffuso clima di sfiducia e demotivazione all’interno dell’ente.
Il mancato confronto con l’amministrazione
Per i rappresentanti dei lavoratori, uno degli elementi più critici resta la totale assenza di dialogo. Nonostante le ripetute richieste di confronto e i solleciti formali, l’amministrazione comunale avrebbe mantenuto una posizione di chiusura, rendendo necessario il coinvolgimento della Prefettura nel tentativo di favorire l’apertura di un tavolo di discussione.
La situazione è precipitata il 30 dicembre scorso, quando all’incontro convocato in Comune non si è presentato alcun rappresentante politico né alcun dirigente apicale, come il segretario generale o il responsabile finanziario. La delega conferita all’architetto Magno è stata duramente contestata dai sindacati, che l’hanno definita una scelta priva di rispetto istituzionale e senza precedenti.
Ripercussioni sui servizi pubblici
Alfonso Rianna della Fp Cgil Salerno ha evidenziato come questo scenario finisca per penalizzare non solo i dipendenti, ma anche la qualità dei servizi garantiti ai cittadini. La crescente tensione ha già prodotto effetti concreti, con il rifiuto da parte delle organizzazioni sindacali di sottoscrivere il contratto relativo al fondo per il salario accessorio, sancendo una rottura che appare difficile da ricomporre senza un deciso cambio di atteggiamento da parte dei vertici comunali.








