Prosegue il dibattito sull’Azienda Speciale Consortile Cava de’ Tirreni Costa d’Amalfi, finita anche all’attenzione del Parlamento tramite un’interrogazione della deputata di Fratelli d’Italia, Imma Vietri, che aveva sostanzialmente ripreso le criticità sollevate dal sindaco di Atrani, Michele Siravo come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Nelle ultime ore, l’amministrazione comunale metelliana ha diffuso una nota ufficiale firmata dal sindaco Vincenzo Servalli e dall’assessore ai servizi sociali Giovanni Del Vecchio per chiarire la posizione del Comune e fornire un quadro dettagliato della vicenda.
Cava de’ Tirreni, Servalli e Del Vecchio rispondono a Vietri
Servalli e Del Vecchio ricordano innanzitutto che l’Asccca è stata costituita con atto notarile il 27 maggio 2024 da 14 Comuni, sostituendo giuridicamente il precedente Piano di Zona dell’Ambito Territoriale S2 per l’erogazione associata dei servizi socio-assistenziali. La nota sottolinea che la Corte dei Conti non ha espresso valutazioni di merito sulla legittimità della costituzione dell’Azienda Speciale, limitandosi a richiamare principi generali in materia contabile e normativa, senza entrare nel merito delle decisioni assunte dai Comuni.
L’amministrazione chiarisce che non era necessario predisporre un piano economico-finanziario tradizionale, bensì un piano di sostenibilità finanziaria, contenente analiticamente costi e ricavi dell’Azienda nella forma di gestione scelta, valutata secondo criteri di efficacia, efficienza ed economicità. Nella fase iniziale di costituzione, evidenziano Servalli e Del Vecchio, sono stati rispettati i principi di buon andamento amministrativo e di equilibrio di bilancio da parte di ciascun Comune consorziato.
Il fondo di dotazione, spiegano, non è stato inserito nel piano di sostenibilità perché la sua funzione è limitata a coprire spese generali di costituzione e a garantire i creditori, senza vincolare risorse per l’erogazione dei servizi o per assicurare l’autonomia patrimoniale dell’Azienda.








