La Corte d’Appello di Salerno ha confermato le condanne nei confronti di otto persone coinvolte nell’inchiesta “Civico 17”, relativa a un’organizzazione dedita allo spaccio di droga dalla Valle dell’Irno fino a Cava de’ Tirreni e all’Agro nocerino come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Pur con alcune riduzioni e riqualificazioni delle singole accuse, il Tribunale ha confermato complessivamente oltre venti anni di reclusione per gli imputati, già giudicati colpevoli in primo grado.
Cava de’ Tirreni, otto conferme in Appello per l’inchiesta “Civico 17”
L’inchiesta prende il nome dall’indirizzo che fungeva da base operativa per le attività illecite. Gli imputati rispondevano, a seconda dei casi, di spaccio di sostanze stupefacenti, tentata estorsione e possesso di armi. I fatti contestati si collocano tra giugno 2021 e luglio 2022 e furono inizialmente ricostruiti a seguito dell’arresto di un 37enne di Nocera, trovato in possesso di 22 grammi di cocaina e hashish e di una somma di denaro ritenuta provento della vendita di droga. Le indagini portarono alla luce il coinvolgimento della compagna dell’uomo, una 53enne domiciliata tra Castel San Giorgio e Nocera Superiore, nonché di una rete di pusher esterni e di alcuni condomini incensurati che collaboravano per custodire, tagliare e confezionare lo stupefacente.
Le modalità di spaccio erano oggetto di conversazioni criptiche intercettate dagli inquirenti: le dosi venivano indicativamente chiamate “caffè”, “rose” o “telefoni” per eludere i controlli. L’inchiesta ricostruì inoltre un tentativo di estorsione finalizzato al recupero di circa 2.000 euro, provento anch’esso della vendita di droga. L’attività, gestita a conduzione quasi familiare, raggiungeva sia Cava de’ Tirreni sia una vasta rete di assuntori nell’Agro nocerino sarnese.
