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Blitz a Fuorni: droga e cellulari in cella. L’Osapp denuncia: “Carcere di Salerno fuori controllo”

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Foto di repertorio
Foto di repertorio

Nuovo sequestro nel carcere di Fuorni: droga nascosta nel corpo di un detenuto e cellulari scoperti in cella. L’Osapp denuncia: “Il carcere di Salerno tra i peggiori del distretto”. Lo riporta l’odierna edizione del Mattino.

Blitz a Fuorni: droga e cellulari nascosti in cella, il carcere sotto assedio

Un nuovo sequestro scuote la casa circondariale di Fuorni, già da tempo nel mirino per la presenza di traffici illeciti. A finire nei guai un detenuto salernitano che aveva tentato di introdurre cocaina e hashish all’interno dell’istituto con la complicità dei familiari, durante il colloquio. La droga, nascosta in modo estremo nel retto, è stata individuata dagli agenti della polizia penitenziaria che hanno richiesto l’immediato intervento medico. In ospedale, la radiografia ha confermato i sospetti: un ovulo con 35 grammi di cocaina e altra sostanza stupefacente.

Non è stato l’unico episodio. Pochi giorni prima, nella prima sezione, gli agenti avevano rinvenuto due telefoni cellulari, tre caricabatterie e due sim card, abilmente occultati dentro una cavità della parete, nascosta dalla staffa del televisore. A denunciare la gravità della situazione è stato Emilio Fattorello, consigliere nazionale dell’Osapp, che ha lodato la professionalità dei colleghi ma ha anche lanciato un duro monito: «La casa circondariale di Salerno è ormai tra le peggiori del distretto. Ci troviamo di fronte a una realtà fuori controllo, dove i detenuti impongono la loro legge sul personale e sui più deboli. Il sovraffollamento, la mancanza di organico, l’assenza di un direttore titolare e la promiscuità delle allocazioni hanno trasformato Fuorni in un terreno fertile per la criminalità».

Una lunga estate di sequestri e blitz

L’ultimo episodio è solo il tassello di un quadro ben più ampio. Ad agosto, un drone carico di droga e schede telefoniche era stato intercettato prima che riuscisse a raggiungere l’istituto: 400 grammi di hashish, 200 grammi di cocaina e crack, insieme a decine di sim card pronte all’uso. E non si tratta di casi isolati. Cellulari scoperti durante perquisizioni straordinarie, pacchi lanciati dall’esterno, aggressioni e regolamenti di conti tra detenuti: tutti segnali di un carcere che sembra ormai diventato una piazza di spaccio gestita dalla criminalità organizzata.

Un contesto difficile, dove gli agenti della polizia penitenziaria continuano a lavorare con dedizione e sacrificio, ma in condizioni sempre più insostenibili. I sindacati avvertono: senza un intervento immediato dello Stato, il rischio è che la legalità resti solo sulla carta e che Fuorni diventi definitivamente un carcere fuori controllo.

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