Il bilancio dei sette mesi di amministrazione a Capaccio Paestum: il sindaco Paolino rivendica opere e pianificazione, ma la crisi politica pesa sul futuro. Lo riporta l’odierna edizione del Mattino.
Capaccio Paestum, il bilancio del sindaco Paolino
Sette mesi non bastano per trasformare radicalmente una città, ma sono sufficienti per valutare impostazione, metodo di governo e solidità politica. È da questa premessa che prende le mosse il bilancio tracciato dal sindaco Gaetano Paolino sull’attività amministrativa svolta a Capaccio Paestum dal suo insediamento ad oggi. Un resoconto in cui il primo cittadino rivendica risultati concreti, percorsi avviati e una linea di azione ispirata a trasparenza e legalità.
Un quadro operativo che, tuttavia, si intreccia con una crisi politica profonda, esplosa con la mozione di sfiducia e con la frattura interna alla maggioranza. Nel documento illustrato, Paolino indica come priorità assoluta il risanamento della Paistom, l’azienda speciale comunale che – secondo quanto riferito – sarebbe tornata in equilibrio finanziario. Un percorso che ha portato al reintegro di 114 lavoratori e all’avvio di una procedura selettiva finalizzata a garantire maggiori tutele occupazionali.
Le opere e la pianificazione urbana
Tra i punti centrali dell’azione amministrativa figura l’avvio dell’iter per il nuovo Piano Urbanistico Comunale, con l’approvazione del preliminare del Puc e l’obiettivo di arrivare all’adozione definitiva entro giugno 2026. Ampio spazio viene riservato anche ai lavori pubblici riattivati o ripresi dopo anni di stallo: dall’asilo del Rettifilo al sottopasso di Paestum, passando per via Italia ’61, Borgo Cafasso, Capo di Fiume, il depuratore Varolato e le infrastrutture geodetiche di Gromola e Licinella.
A questi interventi si affianca un elenco di opere programmate per i prossimi mesi, che comprende la soluzione delle criticità idriche nel capoluogo, i bandi per rifiuti, demanio e tributi, oltre al completamento di progetti simbolici come l’ex Cinema Myriam, il Palazzo Stabile, la Bufalara di Gromola e il ponte sul Rio Ciorlito.
Sul fronte ambientale e della sicurezza urbana, l’amministrazione sottolinea il rafforzamento dei controlli contro gli sversamenti abusivi, il miglioramento della qualità delle acque di balneazione certificato da Arpac, l’avvio delle procedure per la demolizione del Lido Kennedy e interventi diffusi sulla sicurezza stradale. Viene inoltre evidenziato il riutilizzo di beni confiscati alla criminalità organizzata per finalità istituzionali e sociali. Un insieme di azioni che restituisce l’immagine di un’attività amministrativa intensa e articolata.
La crisi politica
Accanto ai risultati rivendicati, però, il quadro politico appare fragile. L’ultima seduta del Consiglio comunale, convocata per discutere la mozione di sfiducia, ha messo in luce una spaccatura ormai profonda. Sette consiglieri della stessa maggioranza che aveva sostenuto Paolino hanno votato contro il sindaco, sancendo una rottura interna.
A difendere il primo cittadino sono rimasti in tre, mentre un’opposizione che nei mesi precedenti aveva duramente criticato l’operato dell’amministrazione ha scelto la strada dell’astensione, consentendo di fatto la sopravvivenza politica del sindaco. La mozione è stata sottoscritta dai consiglieri Angelo Quaglia, Antonio Agresti, Igor Ciliberti, Maria Rosaria Giuliano, Antonio Mastrandrea, Gianmarco Scairati ed Eustachio Voza, con il voto favorevole di Simona Corradino.
Alla base della frattura, secondo i firmatari, vi sarebbero accuse di gestione accentrata del potere, scarsa condivisione delle scelte, una composizione della giunta ritenuta escludente e un metodo di governo giudicato distante dallo spirito collegiale. Capaccio Paestum si trova così sospesa tra un’agenda amministrativa ambiziosa e una crisi politica che rischia di comprometterne l’attuazione.
