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Camerota, il Consiglio di Stato respinge il ricorso del sindaco: illegittimi i lavori sul costone del Mingardo

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L'esplosione

Il Consiglio di Stato ha messo la parola fine alla vicenda giudiziaria legata agli interventi effettuati sul costone del Mingardo, respingendo il ricorso presentato dal sindaco di Camerota, Mario Salvatore Scarpitta. La decisione conferma che i lavori intrapresi dal Comune, pur motivati dalla presunta urgenza, sono risultati privi delle autorizzazioni necessarie rilasciate dalla Soprintendenza e dagli altri enti competenti, rendendo gli interventi formalmente illegittimi come riportato dal quotidiano Il Mattino.

Camerota, il Consiglio di Stato respinge il ricorso del sindaco

I giudici hanno chiarito che, in presenza di vincoli paesaggistici e ambientali, il Comune non può procedere a opere strutturali senza rispettare l’iter autorizzativo previsto. Misure cautelari, come la limitazione del transito o interventi urgenti di manutenzione per motivi di sicurezza, restano consentite, ma non giustificano interventi eseguiti senza permessi. La sentenza conferma così l’orientamento espresso in fase di sospensione dei lavori, quando la Soprintendenza e l’Ente Parco avevano già bloccato gli interventi contestando la procedura seguita dall’amministrazione comunale.

La decisione del Consiglio di Stato coinvolge anche profili economici: il Comune è stato condannato al pagamento di circa 40 mila euro per le spese legali sostenute dalle controparti. Inoltre, tutti gli atti relativi alla vicenda saranno trasmessi alla Procura regionale della Corte dei Conti della Campania, per valutare l’eventuale responsabilità amministrativa e l’ipotesi di danno erariale derivante dall’esecuzione dei lavori senza autorizzazioni.

A sostenere il ricorso contro il Comune erano intervenute anche associazioni ambientaliste e culturali, come Italia Nostra Onlus e Per un Comune Migliore, che avevano sollevato criticità relative al rispetto delle norme paesaggistiche e alla tutela del territorio. Il pronunciamento del Consiglio di Stato dà loro ragione, ribadendo l’obbligo di rispettare le normative di vincolo ambientale e paesaggistico anche in situazioni di presunta emergenza.

La sentenza rappresenta un monito per l’amministrazione comunale e per tutte le istituzioni locali: interventi sul territorio vincolato non possono prescindere dalle autorizzazioni competenti. L’orientamento espresso dai giudici rafforza la tutela del patrimonio ambientale e paesaggistico di Camerota e chiarisce in maniera definitiva i limiti delle competenze comunali nella gestione di opere su aree sensibili.

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