Come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola, cresce la tensione a Camerota dopo la conferma, da parte del Consiglio di Stato, dell’illegittimità dei lavori di messa in sicurezza della strada del Mingardo. La sentenza riguarda in particolare le esplosioni effettuate sulla falesia sovrastante il tratto che attraversa Marina di Camerota, considerate non giustificate come somma urgenza e realizzate senza le necessarie autorizzazioni paesaggistiche in un’area soggetta a vincoli ambientali rigorosi.
Camerota, esplosioni sulla falesia: chieste le dimissioni del sindaco Scarpitta
A seguito della decisione dei giudici, i consiglieri comunali di opposizione hanno protocollato una mozione di sfiducia che chiede le dimissioni del sindaco Mario Scarpitta e lo scioglimento del consiglio comunale. La discussione della mozione dovrà svolgersi entro un mese. «I lavori ordinati dal sindaco – dichiarano i rappresentanti della minoranza – sono stati eseguiti in assenza di permessi, e non potevano essere giustificati da ordinanze di somma urgenza. Si tratta di aspetti che abbiamo più volte segnalato».
Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello del primo cittadino e condannato il Comune al pagamento delle spese legali, quantificate in circa 20mila euro. Inoltre, tutti gli atti sono stati inviati alla Procura regionale presso la Corte dei Conti per valutare eventuali responsabilità amministrative e accertare l’eventuale danno erariale, stimato dall’associazione “Per un comune migliore” in circa 10 milioni di euro.
