Un caso che continua a suscitare preoccupazione nella comunità di Camerota: Ansel Daniel Farnetano, 27enne di origini italo-americane con padre di Camerota e madre venezuelana, è stato condannato a 22 anni di reclusione in Venezuela con l’accusa di ribellione civile e associazione per delinquere, dopo essere stato arrestato nel 2019 nel contesto di una sommossa contro il governo dell’allora presidente venezuelano Nicolás Maduro. Secondo i familiari, il processo non avrebbe garantito adeguate garanzie di difesa, e la lunga pena detentiva sta pesando sul morale di parenti e amici, che da anni chiedono un intervento per la sua liberazione.
Una sentenza che fa discutere
Il giovane, oggi rinchiuso nella struttura penitenziaria militare di Ramo Verde, era stato arrestato dopo la cosiddetta “Operación Libertad” del 30 aprile 2019, un episodio di rivolta contro il governo di Maduro. I familiari contestano la validità delle accuse e la durata della pena, sostenendo che Farnetano non avrebbe avuto modo di difendersi adeguatamente nel corso del procedimento.
L’appello della famiglia alle autorità
A farsi portavoce della preoccupazione è il nonno, Vincenzo Farnetano, insieme alla sorella Anna Teresa Farnetano. Entrambi hanno rivolto un appello alle istituzioni italiane e internazionali per sollecitare un intervento diplomatico e favorire il ritorno di Farnetano in Italia.
La situazione in Venezuela è molto difficile. Mio fratello è stato condannato ingiustamente e la sua liberazione è ora complicata. Chiediamo al Ministro degli Esteri e alla Presidenza del Consiglio di intervenire affinché possa far ritorno nel nostro Paese.
Un contesto di detenuti politici in Venezuela
La detenzione di Farnetano va inserita in un quadro più ampio di repressione e arresti per motivi politici in Venezuela. Recenti sviluppi mostrano che, nonostante alcune scarcerazioni di prigionieri considerati politici da gruppi umanitari e familiari, molte persone restano incarcerate e le organizzazioni per i diritti umani continuano a esprimere preoccupazione per la situazione dei diritti civili nel paese.
