Giovane calciatore viene insultato dopo essere svenuto in campo durante la partita: il club dell’Angri condanna i cori che inneggiavano alla morte. “Quando il rispetto viene a mancare, il pallone smette di rotolare”, si legge dal comunicato stampa.
Angri, il club richiama al rispetto dopo i cori offensivi allo stadio contro un calciatore svenuto
Il rispetto come base imprescindibile dello sport. È il messaggio al centro della nota diffusa dalla società calcistica di Angri, che condanna con fermezza gli episodi avvenuti di recente sugli spalti. Il club ribadisce che il calcio ha senso soltanto quando è alimentato da valori autentici: fair play, correttezza e solidarietà.
Nel comunicato si sottolinea come “Respect” non sia soltanto uno slogan, ma un impegno morale condiviso tra atleti, tecnici, arbitri e tifosi. L’episodio che ha visto un giovane calciatore perdere conoscenza in campo ha rappresentato, per alcuni, l’occasione per cori offensivi e inneggianti alla morte, trasformando un momento di emergenza in una scena di intollerabile mancanza di umanità. Per la società si tratta di un segnale preoccupante, sintomo di una deriva che allontana lo sport dai suoi valori originari: passione, comunità e lealtà.
“Il rispetto non può essere una scelta – afferma il presidente Anellucci – è il fondamento stesso del calcio. Credo profondamente che i nostri tifosi rappresentino un esempio diverso, fatto di passione vera e valori autentici”. La società richiama tutti a un impegno concreto affinché lo stadio resti un luogo di unità e crescita, e non di odio.








