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Oncologia a Battipaglia: la medicina di prossimità avvicina i servizi ai pazienti

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Foto generica
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A Battipaglia il convegno sull’integrazione ospedale-territorio evidenzia il ruolo della medicina di prossimità nella cura oncologica, con focus su prevenzione e continuità assistenziale.

Convegno a Battipaglia, medicina di prossimità e integrazione ospedale-territorio per la cura oncologica

A Battipaglia la cura del paziente oncologico si reinventa grazie alla medicina di prossimità, un modello che avvicina i servizi ai malati, alleggerisce il carico degli ospedali e valorizza i centri di alta specializzazione. L’attenzione al territorio, la prevenzione, gli screening e percorsi assistenziali strutturati rendono possibile una sanità più efficace, sostenibile e centrata sulle persone.

Il tema è stato al centro del convegno “Integrazione ospedale–territorio per i pazienti oncologici: un modello da implementare”, tenutosi il 28 novembre all’Hotel San Luca e promosso da ViTer Formazione sotto la guida scientifica del Dott. Francesco La Rocca. Tra i modelli virtuosi presentati, il San Pio Medical Center di Battipaglia si è distinto per interdisciplinarità e capacità di prevenzione. «La prevenzione è la nostra arma principale per tutelare la salute», ha spiegato Elisa Vitolo, Direttore Generale del San Pio Medical Center. «Il poliambulatorio offre specialisti di alto livello che lavorano in team, anticipando i tempi della diagnosi e garantendo cure più efficaci».

Il Dott. Francesco La Rocca, Direttore dell’UOC di Chirurgia Generale dell’Ospedale di Battipaglia, ha sottolineato il ruolo strategico dell’integrazione ospedale-territorio, con un focus sui tumori del colon-retto. «L’ospedale è il centro dell’alta specializzazione, ma il percorso del paziente non termina con la dimissione: continuità, monitoraggio e accompagnamento quotidiano sono fondamentali e possono essere garantiti solo da una medicina territoriale ben organizzata», ha dichiarato.

Il convegno ha visto la partecipazione di numerosi professionisti, tra cui Davide De Vita (ginecologo) e Alfonso Cicalese (senologo), affrontando temi dall’epidemiologia oncologica alle nuove prospettive chirurgiche, dalla presa in carico clinica alla continuità assistenziale sul territorio. L’iniziativa ha rappresentato un laboratorio di idee e un esempio concreto di come il territorio salernitano stia costruendo una sanità moderna, equa e vicina alle persone.

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