Ennesimo atto vandalico a Villa Lina, bene confiscato alla camorra a Sarno. Struttura devastata e indagini dei carabinieri in corso per individuare i responsabili. Lo riporta l’odierna edizione del Mattino.
Atto vandalico a Villa Lina: devastato il bene confiscato alla camorra a Sarno
Un raid notturno ha colpito Villa Lina, il bene confiscato alla camorra situato in via Muro d’Arce. La struttura, un tempo lussuoso complesso alberghiero, è stata trovata completamente devastata: cancelli forzati, lucchetti tagliati, vetrate infrante, porte divelte e sistemi di aerazione manomessi. Un’azione violenta e sistematica, che ha lasciato dietro di sé una scia di distruzione.
L’immobile apparteneva a Raffaele Rosario Boccia, deceduto nel 2010 e ritenuto vicino al clan Alfieri e alla Nuova Famiglia. Secondo una prima ricostruzione, i responsabili avrebbero passato in rassegna una sala dopo l’altra, arrecando danni ingenti e portando via diverso materiale. Gli inquirenti stanno ora valutando se nei mesi precedenti vi siano state altre incursioni non segnalate.
A scoprire quanto stava accadendo sono stati gli uomini della Vigilanza San Michele durante il consueto servizio di controllo notturno. L’allarme è scattato intorno all’una, quando una vettura è stata intercettata mentre usciva a tutta velocità dal cancello della villa, dirigendosi verso le strade di campagna. È stato tentato anche un inseguimento, ma il mezzo si è dileguato nelle zone di confine.
L’intervento e l’apertura dell’indagine
«Abbiamo avvisato immediatamente la centrale operativa – hanno riferito le guardie giurate – che ha inviato una pattuglia in supporto e ha contattato le forze dell’ordine, intervenute sul posto in tempi rapidi». Durante l’ispezione dell’immobile è emerso che, oltre ai furti, gran parte degli ambienti era stata gravemente danneggiata. Dell’accaduto sono state informate anche le istituzioni locali. Sull’episodio indagano i carabinieri, che con ogni probabilità acquisiranno anche le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona per ricostruire i movimenti dei responsabili e risalire alla loro identità.
Un bene confiscato dalla storia complessa
Quella di Villa Lina è una vicenda lunga e articolata. Si tratta di un bene confiscato alla criminalità organizzata, occupato abusivamente per anni e sgomberato soltanto lo scorso marzo al termine di un’operazione interforze. All’interno dello stabile fu trovata anche la vedova di Boccia, che risultava addirittura inquadrata come dipendente.
Negli anni Novanta, quando la struttura era conosciuta come ex Fab, aveva vissuto la sua stagione d’oro, frequentata da calciatori di Serie A, personaggi dello spettacolo e nomi di primo piano della politica. Un complesso nato, secondo le indagini, dall’investimento di capitali di provenienza illecita, inserito in un contesto territoriale – diversi ettari di collina circostante – anch’esso finito sotto la lente degli investigatori.
Già nel febbraio 2016 i carabinieri avevano sequestrato beni per un valore di cinque milioni di euro, su provvedimento del Tribunale di Napoli, a seguito di un’indagine patrimoniale sugli eredi e sui presunti prestanome di Boccia. Tra le attività illecite emerse figurava anche la scuola Settembrini di Poggiomarino, dove risultarono diplomati con false attestazioni di presenza Rosetta Cutolo, sorella del boss Raffaele Cutolo, e alcuni familiari di Pasquale Galasso.
Lo sgombero di marzo ha portato all’identificazione delle persone presenti senza autorizzazione e al loro allontanamento. L’operazione fu condotta da carabinieri della stazione locale e del Reparto territoriale di Nocera Inferiore, dalla Polizia di Stato, dalla Guardia di Finanza, da operatori dell’Asl e da tecnici comunali.
Sarno è il comune con il maggior numero di beni confiscati alla criminalità organizzata nella provincia di Salerno. Molti immobili sono già stati restituiti alla collettività con finalità sociali. Anche per Villa Lina esiste un progetto di riqualificazione: l’ipotesi è la realizzazione di un centro polifunzionale dedicato ai giovani. Un’idea che ora dovrà fare i conti con le ferite lasciate dall’ennesimo atto vandalico.








