A Pagani, la Procura Antimafia di Salerno ha chiesto il rinvio a giudizio per 14 persone tra ex assessori e imprenditori nel corso del processo sugli appalti pilotati e sul condizionamento elettorale legato al clan Fezza-De Vivo. Lo riporta l’odierna edizione del Mattino.4
Appalti pilotati a Pagani, 14 a rischio processo
Corruzione negli appalti e forniture comunali, e tentativi di condizionamento elettorale: sono le accuse che la Procura Antimafia di Salerno contesta a 14 persone, tra imprenditori ed ex funzionari comunali di Pagani. Tra loro figura l’ex assessore Pietro Sessa, mentre l’attuale sindaco Raffaele De Prisco potrebbe essere escluso dal procedimento o vedersi applicata l’archiviazione.
I nomi degli imputati
Oltre a Sessa, la lista include l’ex assessore e titolare della cooperativa Pedema, Alfonso Marrazzo, e poi Pietro Buonocore, Claudio De Cola, Carmine De Riso, Giuseppe De Vivo (ritenuto esponente del clan), Pierluigi e Sabato Fontana, Aniello Giordano, Dario Ippolito, Giuseppe Serritiello, Tommaso Sorrentino, Bonaventura e Vincenzo Tramontano.
Le accuse
Gli episodi contestati riguardano la gestione di servizi comunali tra il 2021 e il 2022, quali:
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spazzamento strade e cimitero
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sanificazione durante il periodo Covid
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concessione di un lotto in cambio di lavori
Le accuse spaziano da condizionamento elettorale mediante minaccia, falso e turbata libertà degli incanti, a frode nelle pubbliche forniture, corruzione e favoreggiamento, tutte aggravate dall’agevolazione mafiosa.
Secondo la Dda, il cuore dell’inchiesta è costituito dagli interessi economici del clan Fezza-De Vivo, veicolati tramite Marrazzo, già condannato in primo e secondo grado per concorso esterno in associazione mafiosa. La cooperativa Pedema viene considerata un “cavallo di Troia” per infiltrarsi nel tessuto economico e amministrativo comunale.
Implicazioni politiche e amministrative
Marrazzo avrebbe inoltre tentato di condizionare le elezioni del 2020, minacciando alcuni dipendenti per indirizzare il voto verso candidati esterni alla coalizione vincente. L’inchiesta ha spinto il Prefetto a nominare una Commissione d’indagine per verificare un possibile scioglimento del Comune di Pagani per infiltrazioni mafiose. L’udienza davanti al Gip è fissata per ottobre, in cui gli imputati potranno valutare anche riti alternativi al processo.