Cronaca Salerno, Salerno

Antonio Valiante, il 7 gennaio l’anniversario della scomparsa

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Antonio Valiante

Il 7 gennaio segna il settimo anniversario della morte di Antonio Valiante, figura centrale della politica cilentana e campana. Valiante si spense nel 2019, all’età di 79 anni, presso l’ospedale San Luca di Vallo della Lucania, lasciando un segno profondo nelle istituzioni e nelle comunità che aveva servito per tutta la vita.

Dalle origini a Cuccaro Vetere

Nato il 22 marzo 1939 a Cuccaro Vetere, Antonio Valiante iniziò il suo percorso politico proprio nel comune d’origine. Dopo l’esperienza da consigliere comunale, fu sindaco dal 1985 al 1990 nelle file della Democrazia Cristiana, distinguendosi per una visione amministrativa attenta allo sviluppo e alla coesione sociale.

Una carriera tra Parlamento e Regione

Il suo impegno lo portò presto sulla scena nazionale. Eletto deputato nella XII legislatura (1994-1996) con il Partito Popolare Italiano, Valiante ne divenne uno dei principali riferimenti, ricoprendo anche l’incarico di segretario regionale tra il 1997 e il 2000. Il legame con la Regione Campania si consolidò ulteriormente tra il 2005 e il 2008, quando assunse il ruolo di vicepresidente della giunta regionale e assessore al Bilancio durante il secondo mandato del presidente Antonio Bassolino.

L’impegno per il Cilento e il Vallo di Diano

Accanto agli incarichi politici, Valiante fu protagonista di numerose esperienze istituzionali dedicate alla crescita del territorio. Fu presidente della Comunità montana Lambro e Mingardo, fondatore della società “Il Cilento srl” e presidente del Consorzio degli acquedotti del Cilento e del Vallo di Diano. Ricoprì inoltre ruoli di rilievo come presidente di Uncem Campania, del Rotary Club Vallo della Lucania–Cilento, dell’USL di Vallo della Lucania e del Cesvic, oltre a incarichi in ambito nazionale come consigliere di amministrazione dell’Enit e dell’Ato.

Un’eredità ancora viva

A distanza di sette anni, Antonio Valiante resta un punto di riferimento per la comunità cilentana e campana. La sua figura viene ricordata non solo per i ruoli ricoperti, ma per la capacità di interpretare i bisogni di un territorio complesso, servito con dedizione, competenza e profondo senso delle istituzioni fino agli ultimi giorni della sua vita.

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