Analisi, emozioni e proteste dopo Altamura–Salernitana: tifosi in festa, Raffaele difende il gruppo, Liguori decisivo dal dischetto e Mangia polemico sulla regolarità del gol.
Altamura-Salernitana, Raffaele nel post gara: «Godiamoci la vetta»
Nel settore ospiti si respira aria di festa: cori, applausi e uno striscione che sintetizza il legame tra squadra e tifosi — «Noi con voi, voi con noi. Combattiamo». Una scena che richiama a ricordi lontani, quasi alle imprese della Salernitana del 1989-90, quando due rigori di Agostino Di Bartolomei a Caserta posero le basi per la promozione in Serie B. Stavolta la storia si ripete con un altro ribaltamento, arrivato dagli undici metri.
La carica dei tifosi e la lettura della partita
Al termine dell’incontro, reso ancora più vibrante dal coro sulle note di “Despacito”, il tecnico Raffaele guarda oltre la semplice battaglia agonistica e difende la prestazione dei suoi. «La partita l’abbiamo condotta noi — afferma in conferenza —. Abbiamo pagato qualche errore sulle preventive nel gol dell’Altamura e su una palla inattiva, ma sul piano del gioco non abbiamo sofferto».
Il tecnico elenca con precisione le opportunità create: il tiro di Golemic, la doppia occasione di Di Vico con il salvataggio sulla linea, e nella ripresa la girata di Ferrari e il destro a giro di Achik. «Contro un’avversaria che in casa aveva perso solo una volta — ribadisce — non so cosa avremmo potuto fare di più».
Raffaele difende gli attaccanti: “Siamo un gruppo granitico”
Dopo aver sottolineato la qualità della rimonta, l’allenatore porge un’ulteriore difesa alla sua linea offensiva: «I miei attaccanti hanno sempre avuto momenti di calo, poi si sbloccano. Inglese tornerà, ha dato tutto per la squadra». E invita tutti a godersi il primato: «Non mi interessa essere un punto avanti o uno indietro. Mi importa che la squadra lavori al massimo. Siamo un gruppo solido, spettacolare. Dobbiamo arrivare alla sosta spingendo forte». Applausi anche per Di Vico, promosso titolare: «Gioca perché lo merita».
Scelte tattiche e risposte del gruppo
Raffaele analizza poi la gestione dei moduli: «Non abbiamo cambiato sistema, solo qualche interprete. Liguori ha giocato da quinto a destra con grande spinta. Matino ha fatto passi avanti, Golemic è stato straordinario, Anastasio ha preso il ruolo solitamente occupato da Villa». Sul finale, la squadra è passata alle due punte affiancate e ali molto larghe, senza rinunciare alla propositività. «Contro il Crotone — ricorda — abbiamo perso due giocatori che hanno modificato i nostri piani».
Mangia protesta: “Il nostro gol era valido”
Dall’altra parte, l’esordio di Devis Mangia sulla panchina dell’Altamura è rabbioso. «La vittoria è stata di rigore? Bella questa — commenta ironicamente —. Il nostro gol era regolare. Se fossimo andati noi sul 2-1, non so come sarebbe finita». Il tecnico pugliese contesta anche le direzioni arbitrali in generale e dichiara di non voler più discutere di FVS: «C’è un rapporto complicato. A un certo punto mi sono seduto in panchina per non alimentare tensioni».
Liguori protagonista: gol, responsabilità e dedica
Michael Liguori vive emozioni contrastanti. Solo pochi giorni prima aveva visto l’amico Luca Villa finire in ospedale dopo uno scontro di gioco. Sul rigore decisivo, però, non ha tentennato. Ha preso il pallone dalle mani di Capomaggio e si è presentato deciso dal dischetto: sinistro angolato, portiere spiazzato e rete dell’1-1. Una gara giocata su tutta la fascia, prima da quinto, poi da esterno offensivo e infine da quarto di centrocampo nel 4-2-4. «È stata una partita dura — racconta — forse potevo fare di più, ma mi sono preso la responsabilità del rigore. La dedica va a mio padre, alla mia famiglia e ai compagni». E aggiunge: «La nostra gente è straordinaria. Ci ha fatto sentire a casa anche ad Altamura».
Tascone: “Conta solo vincere”
Determinante anche Tascone, che si è procurato il rigore. «Non ci interessa se abbiamo sofferto — spiega — contano i tre punti». Nel 3-4-2-1 si è visto costretto a limitare gli inserimenti, mentre con il centrocampo a tre ha potuto allungarsi di più. «Vestire questa maglia è un onore. Dobbiamo riportare la Salernitana dove merita».








