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Il dopo Vincenzo Napoli, Alessandro Turchi: «Mi candido per costruire una Salerno che funzioni»

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Alessandro Turchi
Alessandro Turchi

Alessandro Turchi ha ufficializzato ieri, lunedì 19 gennaio, la candidatura a sindaco di Salerno: lista civica, nessun apparentamento e focus su servizi, ambiente e qualità della vita. Lo riporta l’odierna edizione del Mattino.

Alessandro Turchi ufficializza candidatura a sindaco: «Voglio costruire una Salerno che funzioni»

Una sfida civica, lontana dalle bandiere di partito e costruita insieme ai cittadini. Alessandro Turchi, dirigente scolastico in pensione, ufficializza la sua candidatura a sindaco di Salerno con un obiettivo chiaro: migliorare la qualità della vita in città, dai trasporti alla pulizia urbana, fino alla cura del verde pubblico. A sostenerlo è l’associazione Salerno Migliore, che guiderà una lista autonoma, senza alleanze politiche.

Niente slogan roboanti, ma un approccio improntato allo «spirito di servizio», lo stesso che ha segnato oltre vent’anni alla guida dell’istituto Profagri. Un’esperienza che ha trasformato la scuola in un esempio di eccellenza nel settore agricolo, dimostrando come la concretezza e la collaborazione tra formazione e impresa possano generare sviluppo. Un percorso noto anche per iniziative simboliche come l’etichetta vinicola “Rosso di Boss”, diventata emblema di un modello produttivo legato al territorio.

Di origine toscana ma salernitano d’adozione, sociologo, giornalista ed ex dirigente scolastico, Turchi è diventato negli ultimi anni una voce autorevole nel confronto sulle politiche educative. Da presidente dell’associazione Salerno Migliore, punta ora a intercettare il consenso delle «persone libere» e, soprattutto, di quella larga fascia di cittadini che ha smesso di votare: «parliamo di circa quarantamila salernitani», sottolinea.

La lista e le priorità

«Il nostro progetto nasce da persone che hanno a cuore Salerno», spiega Turchi. La lista civica sarà composta da cittadini provenienti da esperienze politiche e sociali diverse, uniti dall’obiettivo di rendere la città più vivibile. La linea è netta: nessun accordo con altre forze. «Non ci saranno apparentamenti con partiti o singoli esponenti politici. Non avrebbe alcun senso», ribadisce.

La scelta di correre in solitaria nasce, secondo il candidato, dall’esigenza di intervenire in modo più efficace sulla gestione dei servizi. Il giudizio sulla città è severo: «Salerno è in fondo a molte classifiche, è sporca, soffocata da un traffico fuori controllo, con pochissimi spazi verdi e una continua espansione edilizia nonostante il calo dei residenti». Come associazione, racconta, sono stati numerosi i tentativi di dialogo con l’amministrazione per segnalare i problemi sollevati dai cittadini, ma senza risultati concreti: «Abbiamo trovato solo un muro di gomma. Da qui la decisione di presentarci alle elezioni».

Le distanze dai partiti

Alle spalle, Turchi ha un passato politico nell’Area Dem, in sintonia con la componente riformista del Partito Democratico e in dialogo con figure storiche del centrosinistra locale, a partire dall’ex parlamentare Tino Iannuzzi. Da tempo, però, non è più iscritto al Pd salernitano, che definisce «un partito lottizzato, dove non c’è spazio per esprimersi». Durissimo anche il giudizio sulle dimissioni del sindaco Vincenzo Napoli: «Una vicenda scandalosa. Salerno sembra un Granducato del Cinquecento, dove il granduca entra ed esce di scena e decide chi resta e chi va via. È un modo di fare che non è più accettabile».

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