Il Cilento arricchisce il proprio patrimonio naturalistico con due nuovi alberi monumentali riconosciuti ufficialmente dalla Regione Campania. Si tratta della quercia di Monteforte Cilento, situata in località Val di Cioffi, e dello storico castagno di Stio, due esemplari straordinari che entrano a pieno titolo nell’elenco dei monumenti naturali regionali. Nello stesso aggiornamento è stato inserito anche un ulivo secolare di Sala Consilina.
Il riconoscimento e le tutele previste
L’inserimento nel 19° Elenco regionale degli alberi monumentali, formalizzato con decreto del 20 gennaio, non rappresenta solo un riconoscimento simbolico. La qualifica garantisce infatti una tutela speciale, vietando abbattimenti, interventi invasivi o modifiche dell’area circostante che possano compromettere la salute e la stabilità degli esemplari. Un passo decisivo per la salvaguardia della biodiversità e della memoria storica delle comunità locali.
La “quercia nel pozzo” di Monteforte Cilento
A Monteforte Cilento, l’attenzione si concentra sulla suggestiva quercia di Val di Cioffi, conosciuta anche come “quercia nel pozzo”. La sua particolarità è legata alla conformazione del terreno e del tronco, che sembra emergere da una cavità naturale, creando un’immagine unica e fortemente evocativa. Oltre al valore botanico, l’albero rappresenta un simbolo identitario del paese, testimone silenzioso di secoli di vita rurale e tradizioni contadine.
Il grande castagno di Stio
Nel territorio di Stio, in località Renara, svetta invece un castagno monumentale dalle dimensioni imponenti. Il castagno, spesso definito l’“albero del pane” delle popolazioni appenniniche, ha avuto per secoli un ruolo centrale nell’economia e nell’alimentazione locale. L’esemplare di Stio, per età, vigore e ampiezza della chioma, incarna al meglio questo legame profondo tra natura e comunità, all’interno del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.
Quando un albero diventa monumento
La legge nazionale stabilisce criteri precisi per il riconoscimento di un albero come monumento naturale. Tra gli elementi valutati rientrano:
-
dimensioni eccezionali rispetto alla specie;
-
età e longevità;
-
rarità botanica o particolare valore paesaggistico;
-
legame storico o culturale con il territorio;
-
importanza ecosistemica, come rifugio per fauna e insetti impollinatori.
Questi alberi sono veri e propri archivi viventi, capaci di assorbire grandi quantità di CO₂ e di raccontare, attraverso i loro anelli, la storia climatica e ambientale del territorio.
Il riconoscimento della quercia di Monteforte Cilento e del castagno di Stio rafforza l’impegno verso una tutela attiva del paesaggio cilentano. Non solo monumenti naturali, ma simboli di resilienza, memoria e identità, da valorizzare anche in chiave culturale e turistica sostenibile.







