Il procuratore Antimafia ha reso note alcune intercettazioni che vedrebbero Franco Alfieri in contatto con gli esponenti del clan Marotta ad Agropoli. Scoppia la bufera sul candidato sindaco a Capaccio Paestum in merito all'inchiesta di un presunto caso di scambio politico mafioso che vede coinvolto anche il sindaco agropolese Adamo Coppola.
Ecco alcune intercettazioni su Alfieri e i Marotta
Ad
Agropoli scoppia la
bufera sulla figura di
Franco Alfieri: sono state rese note alcune
intercettazioni che lo vedrebbero in contatto con in membri del
clan Fiore, in merito all'inchiesta che vede l'
attuale candidato sindaco di Capaccio Paestum indagato per
cambio di voto politico mafioso.
Le
intercettazioni risalirebbero a quanto
Alfieri era sindaco di
Agropoli. Al telefono con lui ci sarebbe stato soprattutto
Fiore Marotta, esponente dell'omonimo clan che in quel periodo era ai domiciliari. Tali intercettazioni, secondo il
procuratore Antimafia Vincenzo Montemurro, dimostrerebbero i rapporti tra l’
attuale consigliere del governatore della Campania e l’esponente della camorra agropolese.
Proprio
ieri mattina sono scattati i controlli presso le abitazioni e gli uffici di Alfieri e dell'attuale
sindaco di Agropoli, Adamo Coppola, il quale aveva addirittura denunciato il
"clan degli zingari" in passato per minacce.
Ecco una delle intercettazioni rese note
dall'Antimafia:
«Sindaco ... mi servirebbe una mano». «Come dobbiamo fare?». «Un contratto di lavoro per pigliare l’affidamento». «E ma mò mi perseguitate un poco con questo fatto...». «L’avvocato mò mi ha detto fatti fare sto coso... io vado a lavorare tutte le mattine tre ore...cioè... non è che voglio tutta la giornata... tre ore». «Ti devo mettere tre ore ... e ti faccio fare l’affidamento dai servizi sociali ti faccio fare tre ore al giorno ... va bene?». «Eh...però devi fare il coso in “tempo indeterminato”». «Indeterminato non lo possono fare...». «Io tengo un anno e sei». «Ma non ti preoccupare, ti faccio fare una cosa io coi servizi sociali. Lo sai già dove posso “inciarmare” qualcosa, tu dici che non va bene».