Come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola, il Tribunale amministrativo della Campania ha stabilito che le unità abitative mobili installate negli agriturismi non richiedono alcun permesso di costruzione, confermando la piena legittimità dell’agricampeggio come modello di ospitalità rurale. La sentenza riguarda l’agriturismo “San Carlo” di Pisciotta, dove il Comune aveva ordinato la rimozione di venti case mobili, decisione che il Tar ha annullato.
Agricampeggio, non servono permessi per le case mobili
Secondo i giudici, le strutture mobili, dotate di sistemi che ne consentono lo spostamento, prive di ancoraggi fissi e con allacci rimovibili, non costituiscono nuove costruzioni e rientrano quindi nelle attività edilizie libere. La pronuncia chiarisce che non serve autorizzare ogni singola unità: è sufficiente che l’intero agriturismo rispetti le norme edilizie e urbanistiche vigenti.
Per l’imprenditore Carlo Sacchi, difeso dall’avvocato Pasquale D’Angiolillo, si tratta di un riconoscimento fondamentale, arrivato a distanza di tredici anni dalla prima vittoria ottenuta con una sentenza simile. L’avvocato ha sottolineato che il provvedimento rappresenta un passo decisivo per l’intero settore, legittimando un modello di ospitalità diffuso e sostenibile, che coniuga turismo e attività agricola senza ricorrere a permessi aggiuntivi.
La decisione costituisce un precedente importante per le amministrazioni locali, indicando chiaramente come interpretare le norme relative alle unità abitative mobili negli agriturismi e offrendo sicurezza agli operatori del settore. Per Sacchi, la pronuncia conferma la legittimità del suo modello di ospitalità e chiude una lunga serie di contenziosi amministrativi, civili e penali.
