Come ricostruito da Il Mattino, una nuova ondata di finanziamenti arriva nelle scuole del territorio salernitano con la seconda fase di Agenda Sud, uno dei capitoli centrali della Missione 4 del Pnrr dedicata all’istruzione. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha autorizzato interventi per 96 istituti della provincia, ciascuno con risorse fino a centomila euro, consolidando un percorso avviato nella prima fase e ora orientato a rafforzare gli strumenti contro dispersione e diseguaglianze formative nelle aree più vulnerabili del Mezzogiorno.
Agenda Sud, dieci milioni per 96 scuole salernitane
Per il Salernitano l’investimento complessivo supera i dieci milioni di euro. Le misure previste puntano su un miglioramento immediato delle condizioni di apprendimento: acquisto di attrezzature, riqualificazione degli ambienti scolastici, implementazione di laboratori e spazi moderni, attività di recupero e programmi di tutoraggio personalizzati. Un impianto operativo in linea con la strategia ministeriale che vede nella modernizzazione della scuola e nel sostegno agli studenti fragili una priorità strutturale.
La mappa delle scuole coinvolte è ampia e tocca l’intera provincia. Nel capoluogo figurano il Convitto Nazionale Tasso e diversi comprensivi, tra cui Medaglie d’Oro, Matteo Mari Barra, Calcedonia, Tasso e Monterisi. In Cilento e Vallo di Diano rientrano istituti come il Rossi Vairo di Agropoli e il Parmenide di Roccadaspide. Tra le aree più popolose spiccano Battipaglia, con i comprensivi Gatto e Fiorentino, e i comuni di Vietri, Cava de’ Tirreni, Bellizzi, Capaccio e Pontecagnano, delineando un intervento capillare sull’intero territorio scolastico.
Ai fondi si affiancano i dati sull’efficacia delle misure già attuate. Il sistema scolastico salernitano ha riportato in classe 1.075 studenti nel corso del 2025, con una media di 90 rientri al mese. In Campania la quota sale a circa 8mila studenti recuperati, rafforzando il ruolo della regione come laboratorio nazionale nelle politiche anti-dispersione. Anche gli indicatori interni mostrano un miglioramento significativo: i bocciati passano da 1.430 a 983 (4,78% degli iscritti), le sospensioni da 2.819 a 2.578, mentre alle scuole medie i non ammessi scendono da 188 (0,62%) a 91 (0,32%).
Il ministro Giuseppe Valditara ha recentemente sottolineato come il “modello Caivano”, nato nei contesti più complessi, si stia espandendo su scala nazionale per contrastare marginalità e criminalità nelle periferie. Nel frattempo, il Consiglio di Stato ha espresso parere favorevole sul nuovo regolamento delle Indicazioni nazionali per infanzia e primo ciclo, considerato un tassello decisivo nella definizione di percorsi formativi più solidi e coerenti con le esigenze delle nuove generazioni.
Il quadro che emerge segna una svolta: ciò che fino a pochi anni fa appariva come una criticità cronica mostra oggi i segnali di una possibile inversione. L’investimento nelle scuole salernitane non si limita a colmare divari territoriali, ma si propone come una leva concreta per costruire nuove opportunità educative e sociali, rendendo la scuola il primo presidio di crescita e coesione.








