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Salerno, scuole a rischio: petizione per salvare l’Istituto Santa Caterina-Amendola supera le 2000 firme

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L'Istituto Santa Caterina-Amendola
L'Istituto Santa Caterina-Amendola

A Salerno cresce la mobilitazione per difendere l’Istituto Santa Caterina-Amendola, minacciato dalla riorganizzazione prevista dal piano di dimensionamento scolastico. Una petizione lanciata su Change.org ha già raccolto oltre 2000 firme in pochi giorni, a testimonianza della preoccupazione di famiglie, studenti e personale scolastico per la possibile chiusura degli indirizzi e il trasferimento delle attività in altre sedi.

Salerno, scuole a rischio: petizione per salvare l’Istituto Santa Caterina-Amendola

Il provvedimento in discussione prevede lo smembramento dei corsi storici dell’istituto, una realtà consolidata nella zona orientale della città, con il rischio concreto di disperdere anni di esperienza e investimenti. I promotori della petizione denunciano soprattutto lo spreco delle strutture e dei laboratori all’avanguardia realizzati con fondi europei: cucine professionali, laboratori di chimica, spazi per marketing, informatica e turismo rischiano di essere abbandonati, vanificando centinaia di migliaia di euro di risorse e privando gli studenti di strumenti moderni e funzionali.

L’appello dei cittadini e del corpo docente è rivolto sia alla Provincia sia alla Regione Campania. La proposta avanzata dai promotori prevede non la chiusura, ma un accorpamento strategico con l’Istituto Nautico Giovanni XXIII, dando vita a un Polo del Turismo Itinerante e del Mare. Una soluzione che, secondo gli organizzatori, potrebbe valorizzare le professionalità dei ragazzi, creare opportunità di lavoro nel settore crocieristico e nautico e tutelare l’eredità educativa di una scuola storica per la città.

La vicenda solleva interrogativi più ampi sul futuro della rete scolastica salernitana e sulla gestione degli investimenti pubblici destinati all’istruzione, in un contesto in cui la modernizzazione e la specializzazione dei laboratori rappresentano un valore aggiunto per il territorio e per le prospettive professionali dei giovani. Le prossime settimane saranno decisive per capire se le istituzioni accoglieranno le istanze della comunità scolastica o se l’istituto subirà lo smembramento previsto dal piano di dimensionamento

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