La decisione era nell’aria, ma l’atto formale ha comunque segnato la chiusura di una fase politica durata oltre un decennio. Enzo Napoli ha rassegnato le dimissioni da sindaco di Salerno, aprendo ufficialmente una nuova fase amministrativa e politica. Un passaggio che accelera i tempi verso il commissariamento e il ritorno alle urne.
Come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola, la lettera di dimissioni è stata protocollata nel primo pomeriggio e anticipata da una riunione di giunta convocata nelle prime ore della mattina a Palazzo Guerra. Proprio in quella sede Napoli ha comunicato ai suoi assessori la scelta di lasciare l’incarico, motivandola con la necessità di evitare una lunga fase di ordinaria amministrazione e di consentire alla città di imboccare una traiettoria di rinnovamento politico e programmatico.
Salerno, il sindaco lascia Palazzo Guerra: dimissioni anticipate
La giornata del sindaco dimissionario si è sviluppata secondo una scansione rigorosa. Dopo il saluto alla giunta comunale, Napoli ha adempiuto agli ultimi impegni istituzionali, tra cui la partecipazione alle attività della Provincia, prima di rientrare in Comune per attendere la formalizzazione dell’atto. Solo dopo la conferma ufficiale della protocollazione ha risposto alle domande, chiarendo che la decisione non sarebbe maturata sotto pressioni esterne e rivendicando una scelta autonoma e politica.
Nel bilancio tracciato dal primo cittadino uscente, spazio ai ringraziamenti rivolti agli organismi comunali, ai dipendenti dell’ente e al sostegno garantito negli anni dalla Regione Campania. Napoli ha rivendicato il lavoro svolto in un contesto complesso e ha ricordato alcune delle fasi più difficili del suo mandato, tra cui l’emergenza pandemica e le ricadute amministrative legate a procedimenti giudiziari poi conclusi con il proscioglimento.
L’uscita da Palazzo Guerra, tuttavia, non coincide con un disimpegno dalla vita politica. Napoli ha infatti dichiarato l’intenzione di restare attivo all’interno del Partito Democratico, definendosi un militante pronto a contribuire alle future scelte del centrosinistra. Sul piano personale e professionale, ha annunciato l’intenzione di dedicare maggiore tempo allo studio e di valutare un rientro nell’attività di architetto.
La notizia delle dimissioni ha avuto un impatto immediato sugli equilibri interni alla maggioranza e sull’amministrazione comunale. Tra gli assessori e i consiglieri si è registrato un clima di disorientamento, con preoccupazioni legate ai progetti in corso e alle prospettive future. Parallelamente, le opposizioni hanno duramente contestato la scelta, parlando di un atto che interrompe il mandato elettorale e denunciando una gestione personalistica del potere cittadino.
Dal punto di vista procedurale, le dimissioni diventeranno irrevocabili dopo venti giorni, aprendo la strada alla nomina di un commissario prefettizio. Sul piano politico, il passaggio di consegne accelera il confronto tra gli schieramenti. Il centrodestra lavora a una candidatura unitaria, mentre nel campo progressista si ridisegnano alleanze e liste civiche in vista delle elezioni previste tra la primavera e l’inizio dell’estate.
