Come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola, la provincia di Salerno chiude il 2025 con un netto incremento delle imprese attive, consolidando un trend positivo iniziato negli anni precedenti. Secondo i dati elaborati da Unioncamere e InfoCamere, le nuove aperture superano le cessazioni, con un saldo complessivo di 880 attività, segnale chiaro di vitalità del tessuto produttivo locale.
Salerno, boom di nuove imprese nel 2025
Il report Movimprese evidenzia come nel corso dell’anno siano state iscritte 5.634 nuove aziende, mentre le chiusure sono state 4.754. Il totale delle imprese presenti sul territorio raggiunge quota 119.477, di cui oltre 17mila artigiane. A crescere sono soprattutto le società di capitale, mentre calano le imprese individuali e le società di persone, a conferma di una progressiva trasformazione strutturale del sistema imprenditoriale.
L’incremento annuo dello stock provinciale, pari allo 0,74%, segna un miglioramento rispetto allo 0,48% del 2024 e allo 0,47% del 2023, confermando la stabilità e la resilienza dell’economia locale. La tendenza positiva si inserisce in un contesto regionale favorevole: in Campania il saldo delle imprese cresce dell’1,21%, superando la media nazionale dello 0,96%. A livello regionale, le imprese complessivamente attive sono 594.535, con un saldo di +7.199 unità tra nuove iscrizioni e cessazioni.
Guardando all’Italia, il 2025 registra un saldo nazionale di 56.599 imprese in più rispetto all’anno precedente, con 323.533 nuove iscrizioni e un calo delle chiusure del 6,7%. Lo stock totale raggiunge così quasi 5,85 milioni di imprese, evidenziando la capacità del sistema produttivo di assorbire crisi e difficoltà, mantenendo un tasso di crescita dello 0,96%.
Analizzando i settori, in provincia di Salerno a trainare la crescita sono i servizi (+2,85%) e le costruzioni (+0,54%), mentre commercio (-0,57%) e agricoltura (-1,33%) mostrano lievi flessioni e l’industria si mantiene stabile. Tra i servizi, gli incrementi più significativi riguardano attività finanziarie e assicurative (+5,15%), immobiliari (+4,96%), professionali e scientifiche (+4,41%), informazione e comunicazione (+2,21%), istruzione (+5,63%) e turismo/agenzie di viaggio (+2,99%).









