Su 704 posti vacanti per medici di famiglia in Campania ne sono stati assegnati solo 356: in provincia di Salerno scatta l’allarme in quanto è stato coperto solo il 40% del fabbisogno. Lo riporta OndaNews.
Campania, allarme medici di famiglia: Salerno copre solo il 40% dei posti vacanti
In Campania, la copertura dei posti vacanti per i medici di famiglia resta critica: su 704 incarichi disponibili con il recente bando regionale, ne sono stati assegnati solo 356, pari a circa la metà del fabbisogno effettivo. La situazione in provincia di Salerno è particolarmente preoccupante. Nonostante 19 posizioni aperte, è stato previsto l’avvio di un solo nuovo ambulatorio, lasciando scoperta gran parte del territorio a confine con la Basilicata. Analizzando le altre province campane, Benevento e Caserta hanno coperto circa il 70% dei posti, Napoli il 49%, Avellino il 43% e Salerno solo il 40%.
Secondo Luigi Sparano, segretario regionale della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, il problema è aggravato dal fatto che le aree disagiate, che avrebbero dovuto ricevere incentivi specifici, non sono ancora state definite dalla Regione, inducendo i medici a rinunciare a scelte incerte.
Giovanni Senese, del Sindacato Medici Italiani, attribuisce la crisi a due scelte recenti. La prima riguarda il nuovo Ruolo Unico di Assistenza Primaria, che impone ai giovani medici di svolgere contemporaneamente il ruolo di medico di famiglia e quello di continuità assistenziale, senza possibilità di scelta, ignorando carichi di lavoro, competenze specifiche e vita personale. La seconda è legata al recente accordo integrativo regionale per la medicina generale, definito un passo indietro, con ricadute negative anche sul piano retributivo.
Le misure temporanee, come l’esercizio provvisorio per i neo-abilitati o la proroga oltre i 70 anni per chi desidera continuare a esercitare, potrebbero non essere sufficienti a contenere l’emergenza. Sparano evidenzia come il fabbisogno complessivo, tra incarichi provvisori e medici in proroga, si aggiri intorno ai 3mila unità, e che il prossimo turnover nei prossimi tre anni interesserà circa 1.500 medici, rendendo urgente una programmazione strategica e mirata.









