Succede a Sant’Egidio alla Vibrata, in provincia di Teramo. Il ricatto a sfondo sessuale si consumava su Facebook. Prima l’adescamento sul social network, poi le effusioni amorose infine le richieste di denaro, sempre più pressanti, condite da minacce e atteggiamenti persecutori.
Ricatto a sfondo sessuale su Facebook
I due avevano creato su
facebook un falso profilo di una fantomatica donna e avevano iniziato ad adescare uomini in rete. Nella trappola è finito presto un artigiano 56enne di
Sant'Egidio alla Vibrata (Teramo) che ha iniziato a chattare con questo falso profilo finendo per instaurarci una vera e propria relazione virtuale.
Inizialmente erano effusioni, messaggini amorosi, ma dopo qualche giorno si è passato subito alle telefonate dove la donna, che si spacciava per sua fantomatica
amante dal nome e cognome inesistenti, aveva iniziato a chiedere al 56enne anche di fare sesso virtuale al telefono.
Tutta la
messinscena era chiaramente finalizzata a uno scopo bene preciso: estorcere più
soldi possibili al malcapitato di turno.
Le prime richieste avanzate erano di pochi euro, ma, pian piano, le pretese si sono fatte sempre più importanti e, quando l'uomo si rifiutava di fare il
versamento telematico o era titubante lasciando passare troppo tempo prima di inviare i soldi, iniziavano i ricatti dietro la
minaccia di
rendere pubbliche le loro conversazioni telefoniche e le varie
chat.
Una situazione che con il passare del tempo (la finta relazione andava avanti da alcuni mesi) si faceva sempre più delicata anche perché le richieste di denaro diventavano sempre più pressanti. Così, nei giorni scorsi, l'artigiano non ce l'ha fatta più e ha trovato la forza e il coraggio di raccontare l'accaduto ai propri figli. E sono stati proprio loro a convincerlo a recarsi in caserma e sporgere denuncia. I
I
carabinieri di
Sant'Egidio alla Vibrata hanno così avviato una breve attività di
indagini riuscendo a risalire all'identità dei due siciliani che sono risultati anche già noti alle forze dell'ordine. I
militari hanno anche accertato che, durante la relazione fasulla, il 56enne aveva effettuato circ
a 2mila euro di ricariche su due carte di credito postepay. Per la coppia è scattata quindi la
denuncia.