Cronaca

Musei italiani e QR code: la rivoluzione digitale che rende la cultura accessibile a tutti

qr code musei italiani
Foto del web
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QR code nei musei italiani: nel 2025 diventano strumenti interattivi e inclusivi per valorizzare il patrimonio culturale grazie a progetti PNRR, startup e innovazioni digitali. Nonostante i progressi, la diffusione resta parziale: solo il 28% dei musei italiani utilizza QR code o soluzioni simili, spesso a causa di budget ridotti, personale limitato o reti Wi‑Fi insufficienti.

QR code nei musei italiani: la trasformazione digitale della cultura

Nel 2025, il QR code nei musei italiani ha superato la funzione di semplice “codice quadrato”: si è trasformato in uno strumento strategico per valorizzare il patrimonio culturale, grazie a progetti PNRR, iniziative regionali e collaborazioni con startup innovative. Piccoli codici bidimensionali diventano così vere e proprie porte sul passato, rendendo le visite più interattive e accessibili.

Al centro della digitalizzazione c’è il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), con un fondo di 500 milioni di euro destinato a musei, archivi e biblioteche. L’obiettivo è digitalizzare le collezioni e formare il personale museale nella gestione dei contenuti digitali, come dimostra il bando ANCI Sicilia, che prevede l’installazione di QR code in diversi musei comunali entro la fine del 2025.

L’innovazione prende forma anche in Liguria, dove i QR code multimediali sostituiscono le tradizionali audioguide: con uno smartphone, i visitatori possono accedere a contenuti audio, video e immagini, ampliando l’esperienza culturale anche nei piccoli musei con risorse limitate. A spingere la trasformazione tecnologica contribuiscono realtà come Skylab Studios, che integra QR code e chip NFC per creare schede interattive delle opere, permettendo ai visitatori di esplorare dettagli e retroscena normalmente invisibili.

Nonostante i progressi, la diffusione resta parziale: solo il 28% dei musei utilizza QR code o soluzioni simili, spesso a causa di budget ridotti, personale limitato o reti Wi‑Fi insufficienti. Tuttavia, questi strumenti rappresentano un’occasione anche per migliorare l’accessibilità, favorendo allestimenti inclusivi e contenuti digitali pensati per bambini e persone con disabilità cognitive.

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