Dalla formazione alla valorizzazione dei territori, dai programmi per l’occupazione giovanile alle strategie industriali: le proposte dei candidati regionali per una Campania che crea lavoro e trattiene i propri talenti. Lo riporta Il Mattino.
Lavoro e futuro in Campania: le proposte dei candidati per fermare l’emigrazione dei giovani
Il tema dell’occupazione continua a essere una delle questioni più complesse per il Mezzogiorno. In Campania, la disoccupazione rimane un nodo strutturale difficile da sciogliere, aggravato da burocrazia, carenze infrastrutturali e ritardi tecnologici. Le politiche regionali possono incidere, ma servono strategie mirate, visione e coordinamento tra istituzioni e imprese.
Lucia Pagano: “Servono risorse statali e politiche coerenti”
Lucia Pagano, sindacalista di lunga esperienza e candidata con A Testa Alta, descrive un quadro ancora difficile: «Difendere e far crescere l’occupazione, aumentare i salari, restituire dignità al lavoro sono priorità centrali anche in questa campagna elettorale. Abbiamo vissuto un lungo processo di deindustrializzazione, uno scollamento tra formazione e bisogni del mercato, costi alti e scarsa competitività. Le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale impongono politiche moderne, rispettose delle peculiarità territoriali e capaci di valorizzare le nostre risorse. In Campania sono nate molte start up, ma lo Stato deve fare la sua parte con investimenti equi, soprattutto in sanità, e con una politica industriale seria. Dobbiamo fermare la fuga dei nostri giovani, che qui si formano e qui devono poter costruire il proprio futuro».
Luca Forni: “Campania competitiva e libera dai vecchi schemi”
Anche Luca Forni, candidato con Cirielli Presidente, richiama l’urgenza di un piano strutturale: «L’occupazione nel Salernitano dà segnali positivi ma resta fragile. Serve una strategia per rendere il territorio attrattivo e competitivo, investendo su formazione, innovazione e infrastrutture. I giovani devono trovare qui le condizioni per crescere. La politica deve sostenere concretamente chi produce e crea lavoro. È questo l’impegno mio e del centrodestra: una Campania moderna, efficiente e finalmente libera dalle logiche clientelari».
Giovanni Maria Cuofano: “Potenziare i programmi per chi ha perso il lavoro”
Giovanni Maria Cuofano, candidato con Fico Presidente, punta a rafforzare quanto già esiste: «Serve dare continuità ai progetti avviati, migliorando i programmi di outplacement per chi ha perso il lavoro, come gli over 50, portatori di esperienza e competenze preziose. Le imprese vanno coinvolte nella definizione delle politiche territoriali, adattandole alle specificità locali. Bisogna rendere più efficiente il programma GOL, favorendo sinergie tra istituzioni e aziende e riducendo la burocrazia».
Johnny Ricca: “Turismo e agroalimentare come leve di ripresa”
Per Johnny Ricca, candidato della Lega, la chiave è valorizzare i settori più forti: «Il mercato del lavoro campano resta difficile, con forti disparità territoriali. È fondamentale sostenere le imprese in crisi, in particolare nell’area di Salerno, e salvaguardare i posti di lavoro. Ma ci sono segnali positivi nel turismo, nell’agroalimentare di qualità e nell’innovazione tecnologica. La vera sfida è l’occupazione giovanile: bisogna allineare la formazione alle richieste reali del mercato per trattenere i talenti».
Ferdinando Padovano: “Cultura e industria conserviera per creare occupazione”
Ferdinando Padovano, candidato dei Socialisti, individua due direttrici prioritarie: «Accanto all’industria conserviera, motore storico dell’Agro nocerino, la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale può generare nuova occupazione. Alla Borsa Mediterranea del Turismo ci presentiamo come città dei Solimena, che punta sulla propria identità per creare lavoro. Vogliamo un progetto condiviso con le realtà locali, che unisca cultura, turismo e sviluppo».
Tonia Lanzetta: “Scuola, università e imprese insieme per il futuro”
Chiude Tonia Lanzetta, candidata di Forza Italia, che insiste sulla connessione tra formazione e lavoro: «Il problema principale è il basso livello di specializzazione, che ostacola l’inserimento lavorativo. Occorre ampliare i percorsi formativi, calibrandoli sulle esigenze delle imprese. Allo stesso tempo, bisogna creare opportunità concrete per gli studenti universitari. L’Università di Salerno è una risorsa straordinaria: valorizzarla significa offrire alle aziende professionalità di alto profilo e rafforzare la competitività del territorio».

