Cronaca Salerno, Salerno

Pronto soccorso sotto pressione, l’Asl Salerno lancia l’allarme: controlli sugli accessi e spinta sui vaccini

napoli sedata legata ospedale morta
Immagine di repertorio
napoli sedata legata ospedale morta

Come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola, i pronto soccorso degli ospedali salernitani stanno vivendo una fase di forte sovraffollamento, legata in larga parte all’aumento dei casi di polmonite e alle complicanze dell’influenza stagionale. Una situazione che ha spinto la direzione generale dell’Asl a intervenire con una nota ufficiale indirizzata ai vertici delle strutture sanitarie della provincia, per richiamare l’attenzione sulla necessità di una gestione più rigorosa degli accessi e dei percorsi ospedalieri.

Pronto soccorso sotto pressione, l’Asl Salerno lancia l’allarme

Nel documento, l’Asl invita i direttori sanitari dei nosocomi a procedere a una verifica puntuale delle procedure di accesso ai pronto soccorso, dei criteri di sbarramento, delle modalità di ricovero e delle dimissioni dai reparti di degenza. L’obiettivo è limitare il ricorso improprio ai servizi di emergenza, in una fase in cui il sistema ospedaliero è messo a dura prova dal picco influenzale, atteso secondo le stime nei prossimi dieci-quindici giorni.

Parallelamente, l’appello dell’azienda sanitaria è rivolto anche ai direttori dei distretti sanitari, chiamati a intensificare la campagna di vaccinazione antinfluenzale, in particolare per le categorie indicate dalle raccomandazioni ministeriali e regionali, come gli over 65 e i soggetti fragili. L’Asl sollecita inoltre un maggiore coinvolgimento attivo dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, considerati un presidio fondamentale per la prevenzione e la gestione dei casi meno gravi sul territorio.

Un ruolo centrale viene attribuito anche ai responsabili dell’Emergenza-Urgenza e del servizio 118. A loro è richiesto di contribuire al superamento della fase critica attraverso una più appropriata destinazione ospedaliera degli interventi, accompagnata da una ricognizione dei posti letto specialistici disponibili, così da evitare ulteriori accessi e ricoveri non necessari nei pronto soccorso già congestionati.

I dati forniti dall’Asl evidenziano una criticità strutturale che si trascina da tempo. Nel corso del 2023, gli accessi non urgenti ai pronto soccorso della provincia sono stati complessivamente oltre 135mila. Si tratta in gran parte di pazienti che non presentano traumi e che arrivano autonomamente o su invio del medico di famiglia. La fascia maggiormente rappresentata è quella maschile, tra i 25 e i 64 anni, dunque in piena età lavorativa.

Uno degli aspetti più problematici resta quello dei tempi di attesa. In media, i pazienti classificati con codice bianco attendono circa 164 minuti, mentre per i codici verdi la permanenza in pronto soccorso sale a 229 minuti. Ancora più rilevanti i tempi per i codici gialli, che raggiungono una permanenza media di 416 minuti, contribuendo alla congestione complessiva dei reparti di emergenza.

Anche i presidi dell’azienda ospedaliera universitaria registrano in questi giorni un incremento significativo degli accessi, con un aggravamento di criticità organizzative e strutturali già esistenti. Il sovraffollamento, la carenza di barelle e la limitata disponibilità di posti letto, sia in area acuta sia in quella cronica, determinano un effetto imbuto verso i reparti di degenza. Una condizione che incide direttamente sul servizio di emergenza territoriale, con ambulanze del 118 costrette a sostare a lungo in attesa di una barella libera, riducendo la capacità di risposta sul territorio.

Sulla situazione è intervenuta anche la Fp Cgil di Salerno. In una nota, il segretario generale Antonio Capezzuto ha sottolineato come le difficoltà attuali siano il risultato di un sistema che necessita di una gestione complessiva e di interventi strutturali, richiamando l’attenzione sulla necessità di garantire una direzione stabile all’azienda ospedaliera Ruggi, dopo le recenti dimissioni della direzione strategica. Una condizione ritenuta indispensabile per rafforzare l’organizzazione e affrontare in modo programmato le criticità del sistema sanitario provinciale.

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