L’aumento del pedaggio autostradale sull’A3 rappresenta, secondo Manlio Torquato, solo l’ultimo tassello di una gestione del servizio che negli ultimi anni ha sollevato più di una perplessità. L’ex sindaco di Nocera Inferiore, oggi avvocato, interviene sul tema evidenziando una serie di criticità che, a suo giudizio, rischiano di tradursi in disagi concreti per l’utenza quotidiana dell’arteria autostradale.
Pedaggi in aumento sull’A3, Torquato denuncia criticità
Il rincaro, che scatterà da domani con un incremento prossimo al 2 per cento, riaccende il dibattito sul rapporto tra costi sostenuti dagli automobilisti e qualità del servizio offerto. «Un breve tratto di autostrada che costa ormai quasi quanto un etto di parmigiano», osserva Torquato, sottolineando in maniera efficace la sproporzione percepita tra la tariffa applicata e la reale estensione del percorso. Un aumento che, secondo l’ex primo cittadino, arriva in un contesto già appesantito da scelte organizzative poco chiare e da un processo di modernizzazione che non sempre ha prodotto benefici immediatamente tangibili.
Tra i nodi messi in evidenza figura il tema del passaggio automatizzato ai caselli, introdotto con l’obiettivo dichiarato di velocizzare i flussi di traffico ma che, in più occasioni, avrebbe generato confusione e rallentamenti, soprattutto per le fasce di utenza meno abituate ai sistemi digitali. A questo si aggiungono le problematiche legate all’utilizzo delle carte di credito, non sempre agevole o immediato, con segnalazioni di malfunzionamenti che hanno costretto gli automobilisti a manovre di emergenza o a lunghe attese.
Torquato evidenzia come l’aumento del pedaggio sia stato accolto in un clima di sostanziale distrazione collettiva. «Non nel silenzio generale – osserva – ma tra alberi, concerti e musiche di Natale», a indicare come l’attenzione pubblica sia stata concentrata su altro, lasciando in secondo piano una decisione destinata ad avere effetti diretti su migliaia di pendolari, lavoratori e cittadini che quotidianamente percorrono l’A3 per esigenze personali e professionali.
Secondo l’ex amministratore nocerino, il tema non può essere ridotto a una mera questione tariffaria, ma va inserito in una riflessione più ampia sulla gestione complessiva del servizio autostradale, sulla trasparenza delle scelte e sull’equilibrio tra innovazione tecnologica e reale accessibilità per tutti. Un equilibrio che, a suo avviso, appare oggi fragile e che rischia di tradursi in un aggravio economico e operativo per l’utenza, senza un corrispondente miglioramento percepibile delle condizioni di viaggio.









