Ancora problemi a Pagani, dove i lavori di demolizione di immobili abusivi stanno continuando a provocare disagi e danni alle infrastrutture pubbliche. L’ultimo episodio si è verificato in via Malet, dove una tubatura idrica è stata danneggiata durante le operazioni di abbattimento di un fabbricato, causando una copiosa perdita d’acqua rimasta attiva per diverse ore.
La perdita d’acqua e l’intervento tardivo
La rottura della condotta si è verificata già nella mattinata, ma la situazione è rimasta irrisolta fino al tardo pomeriggio. Il getto d’acqua, ben visibile sulla carreggiata, sarebbe stato coperto in modo improvvisato utilizzando un vaso per piante danneggiato, recuperato dalla spazzatura, nel tentativo di deviare parzialmente il flusso.
Una soluzione di fortuna che non ha impedito lo spreco di acqua pubblica, proseguito fino alle ore 18 circa.
Segnalazioni e mancate comunicazioni
La vicenda è stata segnalata al vicesindaco Augusto Pepe, che ha riferito di aver informato il tecnico incaricato dei lavori. Tuttavia, secondo quanto emerso, l’attivazione delle procedure ufficiali sarebbe avvenuta solo in serata, quando la Polizia Municipale ha contattato Gori per denunciare il guasto.
Un dipendente della società idrica, intervenuto sul posto, ha espresso forte rammarico per l’accaduto, sottolineando come la ditta impegnata nei lavori non abbia segnalato tempestivamente il danno, nonostante la perdita fosse in corso da ore.
Disagi già registrati in altri cantieri
Non si tratta del primo episodio. La stessa impresa, impegnata nelle demolizioni di due fabbricati abusivi tra piazza Corpo di Cristo e via Malet, avrebbe già causato in precedenza la rottura di una tubatura idrica e il danneggiamento di un cavo elettrico, lasciando per ore residenti e commercianti senza acqua e corrente.
Anche in quel caso, l’intervento di riparazione era stato effettuato direttamente da personale Gori.
Timori di sanzioni e responsabilità
Secondo quanto riferito dal dipendente intervenuto, la ditta avrebbe dovuto contattare direttamente la Gori, ma non lo avrebbe fatto, forse per il timore di incorrere in sanzioni. Nel frattempo, però, il cantiere non era accessibile al personale idrico, rallentando ulteriormente la risoluzione del problema.
La situazione riaccende il dibattito sulla gestione dei cantieri, sul rispetto delle procedure di sicurezza e sulla tutela delle reti pubbliche durante interventi delicati come le demolizioni.









