Una lettera di ringraziamento è stata spedita ai medici dell'Ospedale di Roccadaspide: Antonio Luongo restituisce fiducia nella sanità pubblica grazie al racconto di come è stata salvata la madre salvata grazie all’intervento tempestivo dell'equipe medica. Lo riporta InfoCilento.
Ospedale di Roccadaspide, la lettera che ridà fiducia nella sanità: «Mia madre è viva grazie a questo presidio»
È una storia di Natale dal finale positivo quella raccontata da Antonio Luongo, originario di Bellosguardo e residente a Roma, che attraverso una lettera ha voluto testimoniare pubblicamente l’importanza dell’Ospedale di Roccadaspide e l’efficienza delle cure ricevute dalla madre, Maria Caporale, di 68 anni.
In un periodo in cui l’attenzione è spesso rivolta alle criticità della sanità pubblica, il racconto di Luongo mette in luce una realtà diversa, sottolineando il ruolo fondamentale di un presidio ospedaliero che rappresenta un punto di riferimento essenziale per migliaia di cittadini dell’entroterra cilentano, lontani dagli altri centri dotati di strutture sanitarie.
Nella lettera inviata a InfoCilento, Luongo ricostruisce quanto accaduto nel pomeriggio del 16 dicembre, quando la madre ha iniziato ad avvertire forti dolori addominali e un generale malessere. In un primo momento i sintomi sembravano riconducibili a un disturbo comune, tanto da ricorrere a semplici antidolorifici. Tuttavia, il peggioramento delle condizioni ha reso necessario il ricorso alle cure mediche.
Alle 11 del mattino del 17 dicembre, la donna è stata accompagnata al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Roccadaspide, dove è stata immediatamente presa in carico dal personale sanitario. Gli accertamenti hanno evidenziato una situazione estremamente grave: una perforazione intestinale causata da diverticoli.
La risposta dei medici è stata immediata. La paziente è stata trasferita in sala operatoria e sottoposta a un intervento chirurgico d’urgenza, risultato decisivo per salvarle la vita. L’operazione è stata eseguita dall’équipe guidata dal dottor Di Pace, con il dottor Taddeo, ai quali Luongo ha rivolto più volte il proprio ringraziamento per la professionalità dimostrata.
«In pochi minuti mia mamma ha ricevuto tutte le cure necessarie – scrive Luongo – se non avesse avuto l’ospedale vicino e se non avesse trovato questa efficienza, oggi non sarebbe qui». Nella testimonianza viene ribadita anche l’importanza di una diagnosi tempestiva, resa possibile grazie agli esami eseguiti in tempi rapidi.
Oltre agli aspetti clinici, Luongo ha voluto evidenziare anche il lato umano dell’assistenza ricevuta. «Ho trovato grande gentilezza, vicinanza e umanità da parte di tutto il personale sanitario», sottolinea, spiegando di aver sentito il bisogno di raccontare una storia a lieto fine, accanto a quelle che spesso evidenziano disservizi. La signora Maria Caporale è stata dimessa il 26 gennaio. Le sue condizioni sono buone, anche se dovrà affrontare un periodo di recupero, come previsto dal decorso clinico.

