Secondo quanto ricostruito dal Mattino, il quadro politico nell’area sud della provincia di Salerno dopo le regionali restituisce un mosaico complesso fatto di delusioni, conferme e nuovi protagonisti.
Fino alle due di notte, nella sezione di Sassano che già cinque anni fa gli portò consenso, Tommaso Pellegrino ha seguito lo scrutinio circondato dai suoi sostenitori, sperando che il seggio potesse scattare per “Casa Riformista”. L’applauso arrivato al superamento delle 15mila preferenze, poi salite a circa 15.600, non è bastato. Quarto più votato in provincia, resta fuori dal Consiglio regionale. Un’esclusione rilevante, sia per il peso politico accumulato nel tempo sia per l’aumento di voti nonostante il crollo dell’affluenza.
Regionali, nel Vallo di Diano e nel Cilento esclusioni eccellenti
A festeggiare è invece Corrado Matera, consigliere uscente, sostenuto da una rete trasversale di amministratori del Vallo di Diano e del Cilento. Intorno alle 23.30 è scattata la celebrazione a Teggiano: oltre 18mila voti lo collocano dietro Luca Cascone e poco sopra Andrea Volpe, rendendolo l’unico rappresentante del basso salernitano.
Nel fronte socialista risalta Pasquale Sorrentino, vicesindaco di San Giovanni a Piro, secondo nella lista Avanti con un’affermazione netta nel Golfo di Policastro. Si ferma a circa 1.200 voti Antonella Pessolano. Fuori, oltre a Pellegrino, anche Michele Cammarano per il Movimento 5 Stelle e l’intera componente di “Casa Riformista”, che non raggiunge il seggio.
Nel Partito Democratico resta in attesa Giovanni Guzzo, terzo con oltre 11mila preferenze. Un eventuale ingresso in giunta di Matera o Picarone potrebbe consentirgli il ripescaggio. «Un risultato straordinario – ha dichiarato – fatto di volti, mani, parole, chilometri e fiducia.»
Nel centrodestra il derby nella Lega tra il provveditore Mimì Minella e l’ex rettore Aurelio Tommasetti premia il primo, che conquista l’unico seggio disponibile per il territorio. Molto deludenti le performance di Franco di Paola, scelto per la chiusura della campagna elettorale di Roberto Fico a Sala Consilina, e di Giuseppe Morrone, rimasto sotto le duecento preferenze. Restano fuori anche Vincenzo Speranza, Maria Federica Agresta, Vincenzo Finizola e Franca Principe. A Vallo della Lucania la sfida interna premia Iolanda Molinaro con 1.800 voti.
Il voto apre ora scenari locali significativi. A Teggiano la mancata convergenza dell’amministrazione sull’assessora Marisa Federico potrebbe tradursi in cambiamenti di giunta. A Polla, dove Federica Mignoli aveva già perso le deleghe dopo l’adesione alla Lega, i suoi 1.700 voti complessivi – di cui 400 in paese – la collocano tra i possibili candidati sindaco alle prossime amministrative di primavera.
