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Napoli, blitz della Guardia di Finanza: sequestrato l’intero Napolitano Store per frodi fiscali

Sequestro da 5,7 milioni di euro al “Napolitano Store”: indagine su frode fiscale e vendite in nero

Angelo Napolitano

La Guardia di Finanza di Napoli ha eseguito questa mattina, 14 gennaio, un decreto di sequestro preventivo sull’intero compendio aziendale riconducibile ad Angelo Napolitano, 47enne imprenditore noto sui social per il Napolitano Store, negozio di elettrodomestici e cellulari con sede a Casalnuovo di Napoli.

Napoli, blitz della Guardia di Finanza: sequestrato Napolitano Store

Il provvedimento, emesso dal gip del Tribunale di Nola su richiesta della Procura, arriva dopo le indagini che lo scorso 17 settembre avevano già portato a un sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni per oltre 5,7 milioni di euro, confermato successivamente dal Tribunale del Riesame.

L’attività investigativa ha accertato che Napolitano, anche dopo il sequestro iniziale, avrebbe continuato a condurre frodi sull’Iva tramite fatture false. La società, secondo la Guardia di Finanza, avrebbe mascherato vendite al dettaglio di cellulari e televisori verso privati come cessioni all’ingrosso verso società “cartiere”, evitando così l’applicazione dell’imposta. Il sistema, pubblicizzato anche sui social network, prevedeva sconti importanti a fronte di pagamenti in contanti: ai clienti veniva rilasciata una “bolletta” priva di validità fiscale ma contenente dettagli utili per tracciare i prodotti e consentire eventuali sostituzioni.

Il volume d’affari della società tra il 2017 e il 2023 era cresciuto in maniera anomala, passando da 2,2 milioni a oltre 20 milioni di euro. Tra i beni sequestrati in passato figurava anche uno yacht di 16,5 metri, formalmente intestato ad altri soggetti ma ritenuto in piena disponibilità dell’imprenditore.

Angelo Napolitano, amministratore della “AM Distribution Srl”, è noto non solo per le attività commerciali a basso costo ma anche per la sua presenza sui social, collaborando in più occasioni con la tiktoker Rita De Crescenzo; né lei né il figlio coinvolto nelle attività del negozio risultano implicati nelle indagini.

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