È morto Valentino Garavani, fondatore dell’omonima maison e figura simbolo della moda internazionale. Nato a Voghera nel 1932, il couturier è stato universalmente riconosciuto come l’ultimo imperatore della moda.
È morto Valentino Garavani, l’ultimo sovrano dell’alta moda italiana
Si è spento Valentino Garavani, fondatore dell’omonima maison e figura simbolo della moda internazionale. Nato a Voghera l’11 maggio 1932, il couturier è stato universalmente riconosciuto come l’ultimo imperatore della moda, definizione resa celebre dal documentario “L’ultimo imperatore” del 2008. La sua passione per l’eleganza e la sartoria nasce in giovanissima età, trasformandosi presto in una vocazione destinata a segnare il gusto mondiale.
A soli diciassette anni si forma a Parigi, prima nell’atelier di Jean Dessès, poi da Guy Laroche. Durante un soggiorno a Barcellona avviene l’incontro destinato a diventare un tratto distintivo della sua estetica: il rosso. Una tonalità che, nel tempo, sarà riconosciuta e battezzata come “rosso Valentino”, divenendo un segno inconfondibile della sua cifra stilistica.
Rientrato in Italia nel 1955, apre un piccolo atelier in via Condotti, a Roma. Il punto di svolta arriva nei primi anni Sessanta, grazie anche all’incontro con Giancarlo Giammetti, allora studente di architettura. Nel 1962, la presentazione della collezione nella Sala Bianca di Palazzo Pitti consacra Valentino sulla scena internazionale, tra applausi e ordini che segnano l’inizio di un successo rapido e globale.
La maison veste alcune delle donne più iconiche del Novecento: Elizabeth Taylor, Jackie Kennedy – che sceglie un abito Valentino per le nozze con Aristotele Onassis – Sophia Loren, fino alla first lady Nancy Reagan. Negli Stati Uniti viene definito la “Rolls Royce del fashion design”, simbolo di lusso assoluto e raffinatezza senza tempo.
Alla fine degli anni Sessanta debutta nel pret-à-porter, scegliendo Parigi come città di riferimento per le sfilate. Nel 1998 arriva la decisione di cedere l’azienda alla Hdp di Maurizio Romiti per 540 miliardi di lire, mantenendo però la direzione creativa. L’annuncio, avvenuto al Circolo della Stampa di Milano, è accompagnato da forte commozione: secondo i presenti, sia Valentino che Giammetti erano in lacrime.
Segue un lungo periodo di instabilità societaria. Nel 2002 la maison viene acquisita dal gruppo Marzotto per 240 milioni di euro. Nel 2007 il fondo Permira lancia un’Opa e Valentino, dopo 45 anni alla guida creativa, annuncia l’addio il 4 settembre: «Voglio lasciare la festa quando è ancora in corso», afferma. Pochi mesi prima aveva celebrato la carriera a Roma, con una sfilata, una cena e una grande mostra di 240 abiti allestita all’Ara Pacis. Gli succede Alessandra Facchinetti, senza però riuscire a imprimere una svolta decisiva. Cinque anni dopo è Mayoola for Investments, legata alla famiglia reale del Qatar, ad acquistare la maison per 700 milioni di euro. Grazie al lavoro di Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli, la casa di moda ritrova solidità e prestigio, superando il miliardo di euro di fatturato.
Nel frattempo Valentino Garavani, insignito delle più alte onorificenze in Italia e Francia, tra cui la Legion d’Onore nel 2006, si ritira a vita privata. Vive circondato dai suoi amati carlini e da piccole abitudini quotidiane, come le lenzuola stirate due volte al giorno. Trascorre gran parte del tempo nel Castello di Wideville, vicino Parigi, acquistato nel 1995 e in parte trasformato in museo dal 2010, mantenendo residenze anche a Roma, Londra, New York e Gstaad.









