Cronaca

Maduro catturato, operazione militare Usa in Venezuela: notte di esplosioni a Caracas

Maduro catturato, operazione militare Usa in Venezuela: notte di esplosioni a Caracas
La cattura di Maduro

Una notte di esplosioni, rumori di aerei militari e blackout parziali ha scosso il Venezuela nelle prime ore di sabato 3 gennaio. Forti detonazioni sono state avvertite a Caracas e in diverse aree del Paese, tra cui gli stati di Miranda, Aragua e La Guaira, alimentando timori nella popolazione e facendo salire rapidamente il livello di allerta. Secondo testimonianze raccolte sul posto, almeno sette esplosioni si sarebbero verificate intorno alle due del mattino, accompagnate da sorvoli a bassa quota.

Poche ore dopo, la situazione ha assunto una dimensione internazionale con l’annuncio del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha dichiarato il successo di un’operazione militare statunitense in Venezuela e la presunta cattura del presidente Nicolás Maduro e della moglie Cilia Flores. Secondo quanto affermato dal leader statunitense, entrambi sarebbero stati trasferiti fuori dal Paese. Al momento, tuttavia, non sono stati diffusi dettagli ufficiali sulle modalità dell’operazione né sulla località in cui si troverebbero i due.

Maduro catturato, operazione militare Usa in Venezuela

Il governo venezuelano ha respinto con fermezza l’azione militare, definendola un atto di aggressione straniera e una grave violazione della sovranità nazionale. In una comunicazione ufficiale, le autorità di Caracas hanno denunciato attacchi in più punti del territorio e hanno proclamato lo stato di emergenza nazionale, invitando le forze armate e la popolazione a restare mobilitate. Non è stata fornita, almeno nelle prime ore, una conferma diretta sulla sorte del presidente Maduro.

Sul piano internazionale, l’annuncio ha provocato reazioni contrastanti. Alcuni Paesi alleati di Washington hanno espresso sostegno all’azione statunitense, mentre altri governi, tra cui Russia e Iran, hanno condannato l’operazione definendola un intervento illegittimo e pericoloso per la stabilità regionale. La vicenda rischia di acuire ulteriormente le tensioni geopolitiche già elevate nel continente americano.

L’episodio si inserisce in un contesto di rapporti estremamente deteriorati tra Stati Uniti e Venezuela, caratterizzati negli ultimi anni da sanzioni economiche, accuse reciproche e isolamento diplomatico. Washington considera illegittima la leadership di Maduro e lo accusa da tempo di coinvolgimento in attività di narcotraffico, accuse sempre respinte dal governo venezuelano.

All’interno del Paese, la situazione resta fluida e incerta. La popolazione vive ore di forte preoccupazione, mentre le comunicazioni ufficiali sono limitate e frammentarie. Il Venezuela attraversa da tempo una profonda crisi politica, economica e sociale, segnata da inflazione elevata, carenza di beni essenziali, collasso dei servizi pubblici e una massiccia emigrazione verso altri Paesi della regione.

Nelle prossime ore sono attesi chiarimenti ufficiali sia da Caracas sia da Washington. La portata degli eventi, le reali conseguenze dell’operazione militare e l’impatto sugli equilibri interni e internazionali del Venezuela restano, al momento, elementi ancora da definire.

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