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Il sindaco di Camerota nel mirino de Le Iene: il servizio su presunti abusi edilizi e gli interventi sulla Falesia

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Il servizio (Frame da video)

Un servizio trasmesso da Le Iene ha riacceso i riflettori su Camerota e sul sindaco Mario Scarpitta e alcune scelte amministrative finite sotto osservazione. Nel servizio andato in onda su Italia 1, l’inviato Alessandro Sortino ricostruisce i fatti sollevando dubbi su una possibile disparità di trattamento tra presunti abusi edilizi di natura privata, riconducibili alla famiglia del primo cittadino, e gli interventi pubblici realizzati sulla Falesia del Mingardo, area di elevato pregio ambientale e paesaggistico del Cilento.

Le Iene arrivano a Camerota: il caso del sindaco Scarpitta

Nel servizio de Le Iene si parla di un capannone riconducibile alla moglie del sindaco Scarpitta e in quale il primo cittadino gestisce un’attività di ingrosso. Secondo quanto ricostruito nel servizio, l’immobile sarebbe stato oggetto di ampliamenti considerati abusivi, realizzati in un’area sottoposta a vincolo ambientale all’interno del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.

Inoltre per quell’immobile – ben dodici anni fa  – sarebbe stato emesso un ordine di demolizione indirizzato sia a Scarpitta sia alla proprietaria. Quando poi nel 2017 Scarpitta diventa sindaco il procedimento si arresta. In seguito ad un’istanza di sanatoria e un ricorso al Tar dopo sette anni i giudici  confermato la validità dell’ordinanza di demolizione, ma il capannone è ancora al suo posto.

Gli interventi sulla Falesia del Mingardo

Un altro punto affrontato nel reportage riguarda i lavori sulla Falesia del Mingardo, sottoposta a tutela paesaggistica. Il quesito posto dall’inviato è legato ai tempi e alle modalità con cui sarebbero stati autorizzati con urgenza alcuni interventi sull’area vincolata, mentre sulla vicenda del capannone ancora non sono stati presi provvedimenti.

L’operazione, eseguita in regime di urgenza e con modalità impattanti, è stata duramente criticata dalle opposizioni e da associazioni ambientaliste, che hanno sollevato dubbi sulla reale necessità di un intervento così immediato. Perplessità che, secondo quanto riportato nel servizio, sarebbero state condivise anche in una recente pronuncia del Consiglio di Stato, che ha messo in discussione l’effettiva sussistenza dell’urgenza dichiarata.

La replica del sindaco Scarpitta

Interpellato dall’inviato Alessandro Sortino, il sindaco Mario Scarpitta ha respinto le accuse, rivendicando la correttezza delle scelte compiute dall’amministrazione. In merito agli interventi sulla Falesia del Mingardo, il primo cittadino ha sottolineato la priorità della sicurezza pubblica, invitando a interpellare direttamente la comunità locale sull’utilità delle opere realizzate. Scarpitta ha inoltre contestato le ricostruzioni relative al capannone di famiglia, negando l’esistenza di abusi edilizi.

 

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