Mercato del lavoro in crescita in provincia di Salerno: 9.170 assunzioni previste a gennaio 2026 e oltre 27mila nel trimestre secondo i dati Excelsior di Unioncamere. Lo riporta l’odierna edizione del Mattino.
Lavoro, avvio d’anno positivo in provincia di Salerno: assunzioni in crescita secondo Excelsior
Il 2026 si apre con segnali incoraggianti per il mercato del lavoro in provincia di Salerno. Le rilevazioni del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere insieme al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, ed elaborate dall’Ufficio studi della Camera di Commercio di Salerno, evidenziano un aumento delle assunzioni programmate dalle imprese private già nel mese di gennaio.
I numeri delle assunzioni
Nel dettaglio, sono 9.170 le entrate previste nel solo mese di gennaio, con una proiezione che raggiunge le 27.240 assunzioni complessive entro il trimestre che si chiude a marzo. Un dato in crescita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: +9,2% su base mensile e +2,8% considerando l’intero trimestre. Il quadro regionale e nazionale conferma il trend: in Campania sono attese 41.700 assunzioni, mentre a livello italiano la previsione sale a 527mila ingressi nel mondo del lavoro.
Dall’analisi dell’Ente camerale emerge come il vero traino dell’occupazione provinciale sia rappresentato dal settore dei servizi, indicato come «il principale motore della domanda di lavoro», con una crescita annua stimata del 15,2%. In particolare, i servizi alle imprese registrano l’incremento più consistente (+27,7% nel mese e +10% nel trimestre), seguiti dai servizi alla persona (+18,1% e +8,3%). Positivo anche l’andamento del turismo: il comparto alloggio e ristorazione cresce del 10,8% a gennaio, pur segnando una lieve flessione nel trimestre (-0,8%). L’industria nel suo complesso mantiene una sostanziale stabilità, anche se con dinamiche differenziate: le costruzioni segnano un calo del 4% nel trimestre, mentre industria manifatturiera e public utilities crescono del 3%.
Profili richiesti e tipologia dei contratti
Sul fronte delle figure professionali, le imprese salernitane continuano a privilegiare lavoratori con esperienza: nel 71% dei casi è richiesto un percorso professionale già consolidato. Per quanto riguarda il livello di istruzione, la domanda si concentra soprattutto su qualifiche e diplomi professionali (33%) e sulla scuola dell’obbligo (27%). Seguono il diploma di scuola secondaria superiore (24%) e la laurea (14%).
Le professionalità più ricercate a gennaio rispecchiano questa composizione: in cima alla graduatoria figurano esercenti e addetti alla ristorazione (960 assunzioni previste), seguiti dai conducenti di veicoli a motore (860), dagli addetti alle vendite (530) e dal personale non qualificato impiegato nello spostamento delle merci (500).
Nonostante il buon andamento della domanda, le aziende segnalano ancora difficoltà nel reperire i profili desiderati: il problema riguarda 38 assunzioni su 100, un dato comunque inferiore alla media nazionale, che si attesta a 46 su 100. Quanto alla tipologia contrattuale, il 16% delle entrate previste sarà stabile, con contratti a tempo indeterminato o apprendistato, mentre l’84% riguarderà rapporti a termine.
L’interpretazione
«Il quadro che emerge è complessivamente positivo», sottolinea Andrea Prete, presidente di Unioncamere e della Camera di Commercio di Salerno. «I settori tradizionali mostrano una sostanziale tenuta, come confermano le previsioni per l’industria, mentre le costruzioni evidenziano una flessione nel trimestre. Al contrario, i servizi – sia alle imprese che alla persona – registrano una crescita significativa».
Prete richiama in particolare l’attenzione su comparti come la logistica e le attività connesse al sistema industriale: «Si rileva una domanda crescente di servizi sempre più qualificati. Parliamo di realtà capaci di offrire prestazioni diversificate e di contribuire in modo rilevante al rafforzamento dell’economia locale». Un’evoluzione che interessa un territorio storicamente forte in agricoltura, agroindustria e manifatturiero, ma che oggi può contare su una rete di servizi di supporto sempre più solida.
«La crescita – conclude – riguarda soprattutto i contratti a tempo determinato, considerando che l’indagine prende in esame rapporti di lavoro di almeno un mese. Tuttavia, anche i contratti a tempo indeterminato presentano numeri significativi, segnale della volontà delle imprese di trattenere le figure più qualificate».
