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Internet ultraveloce nelle aree bianche: in Campania copertura al 90%, obiettivi rinviati al 2026

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Foto generica
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Internet ultraveloce nelle aree bianche: secondo la Corte dei Conti gli obiettivi slittano a fine 2026, Campania al 90% di copertura. In particolare, le regioni del Mezzogiorno mostrano livelli di avanzamento in linea o superiori alla media nazionale.

Internet ultraveloce, copertura ancora incompleta in Campania: slittano gli obiettivi nelle aree bianche

L’arrivo della banda ultralarga nelle cosiddette “aree bianche”, quelle meno appetibili per il mercato, subirà un ulteriore rinvio: il traguardo è ora fissato a dicembre 2026, con uno slittamento di dodici mesi rispetto ai programmi iniziali. Il piano, cresciuto nel tempo fino a raggiungere un valore complessivo di 2 miliardi di euro finanziati con risorse europee, nazionali e regionali, riguarda oltre 6 milioni di abitazioni.

Secondo l’ultima analisi della Corte dei Conti, tuttavia, l’obiettivo appare finalmente alla portata. In particolare, le regioni del Mezzogiorno – e tra queste la Campania – mostrano livelli di avanzamento in linea o superiori alla media nazionale. I magistrati contabili invitano comunque il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e Infratel, soggetto attuatore controllato da Invitalia, a mantenere alta l’attenzione, perché il percorso resta complesso.

Alla fine del 2025 risultavano raggiunte dalla tecnologia Ftth oltre 4,8 milioni di unità immobiliari, pari al 77% del target finale, mentre per le sedi della Pubblica Amministrazione e le aree industriali la copertura aveva toccato il 99,8%, con oltre 27mila strutture collegate. L’avanzamento rispetto al 2024 è stato del 14% per le abitazioni e del 20,8% per le sedi pubbliche e produttive.

I target regionali

La Corte dei Conti evidenzia però forti differenze territoriali. Quattro regioni – Liguria, Emilia-Romagna, Lombardia e Valle d’Aosta – restano sotto la soglia del 70%, otto si collocano tra il 70% e il 90%, mentre altre otto superano quest’ultimo valore. Tra le realtà più virtuose figura la Campania, che ha raggiunto una copertura del 90%, con circa 306mila abitazioni collegate su un obiettivo finale di 338mila previsto per il 2026.

Più critico il quadro relativo alla rete Fwa. A fronte di un target nazionale di 2 milioni di unità immobiliari, a fine 2025 ne risultavano collaudate solo 1,25 milioni, distribuite in 4.671 Comuni. In Campania, su 302mila abitazioni previste, circa 200mila erano state completate entro il 31 dicembre, un dato comunque in linea con la media nazionale. Le maggiori difficoltà si concentrano nei cosiddetti “comuni critici”, che sono 116 a livello nazionale, prevalentemente nel Nord-Ovest tra Lombardia e Piemonte. Solo tre di questi si trovano in Campania.

Il cronoprogramma

Nonostante le criticità, il nuovo calendario degli interventi non dovrebbe subire ulteriori modifiche: l’88% dei collaudi è previsto entro il 2025, mentre il restante 12% sarà completato nel corso del 2026. La Corte dei Conti segnala segnali concreti di miglioramento, come la riduzione del numero dei comuni critici, la revisione dei piani economico-finanziari a fine 2024 – con un incremento del contributo pubblico di 660 milioni di euro – la proroga delle concessioni e l’introduzione di meccanismi di subentro, che hanno portato a un aumento medio del valore contrattuale pari a circa il 25% dell’aggiudicazione originaria.

Un ruolo decisivo è attribuito anche al rafforzamento della governance da parte del Ministero delle Imprese, con un monitoraggio più stringente e un maggiore coordinamento tra Infratel, concessionari e amministrazioni locali. Restano invece le criticità legate all’utilizzo delle penali per i ritardi nelle fasi progettuali e autorizzative: solo il 2% di esse è stato effettivamente incassato e oltre la metà è oggetto di contenzioso. Per questo, la Corte dei Conti ha raccomandato un ulteriore rafforzamento dei controlli e delle misure correttive per garantire il rispetto del cronoprogramma definito da Open Fiber.

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