Picco di influenza in Campania: aumentano i casi tra i bambini. A segnalare la situazione sono i pediatri del territorio che raccomandano prudenza e di evitare rientri anticipati a scuola.
Influenza in Campania, boom di contagi tra i bambini: l’allarme dei pediatri
L’influenza stagionale torna a farsi sentire con forza in Campania, colpendo in modo particolare la popolazione pediatrica. Negli ultimi giorni di gennaio si registra un marcato aumento dei contagi, con numerosi bambini costretti a restare a casa per più giorni a causa di febbre elevata, dolori muscolari, tosse e, con frequenza crescente, disturbi gastrointestinali come vomito e diarrea persistente.
A segnalare la situazione sono i pediatri del territorio, impegnati nella gestione del picco influenzale. I dati forniti dalla piattaforma nazionale RespiVirNet, che monitora la circolazione dei virus respiratori, indicano un incremento dell’incidenza del 56% nella fascia d’età 0-4 anni e del 27% tra i bambini dai 5 ai 14 anni.
Secondo gli specialisti, l’influenza di quest’anno si manifesta con quadri clinici più intensi rispetto al passato. Tra i ceppi in circolazione è stata individuata anche la variante K dell’AH3N2, presente nel vaccino ma caratterizzata da alcune mutazioni che ne riducono parzialmente l’efficacia. Un elemento che, precisano i medici, non deve generare allarmismi, ma richiamare l’attenzione sui possibili rischi di complicanze, soprattutto nei soggetti più vulnerabili.
Al momento non si registra un aumento rilevante degli accessi al pronto soccorso dell’ospedale di Salerno, ma il livello di vigilanza resta alto. A destare preoccupazione è soprattutto la scarsa adesione alla vaccinazione antinfluenzale tra i bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 6 anni, considerati una fascia particolarmente esposta. Il vaccino, ribadiscono i pediatri, non sempre evita l’infezione, ma contribuisce in modo significativo a ridurre il rischio di polmoniti, ricoveri ospedalieri e forme più gravi della malattia.
Le raccomandazioni per le famiglie rimangono quelle consuete: evitare l’uso di antibiotici senza prescrizione medica, garantire una corretta idratazione, seguire un’alimentazione leggera e assicurare adeguati periodi di riposo. Centrale è anche il rispetto dei tempi di convalescenza, evitando rientri affrettati a scuola che potrebbero favorire ricadute o ulteriori contagi.
Fondamentali, infine, le misure di prevenzione quotidiana, come l’igiene accurata delle mani, l’attenzione a tosse e starnuti e un comportamento responsabile a tutela della salute collettiva. Un richiamo, quello dei medici, a non sottovalutare l’influenza e i suoi effetti, soprattutto nei più piccoli.








