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Industria calzaturiera in Campania: export e occupazione in calo nel 2025

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Foto generica
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L’industria calzaturiera in Campania registra cali di export (-11,9%). Secondo l’analisi congiunturale del Centro Studi Confindustria Accessori Moda per Assocalzaturifici, nei primi nove mesi del 2025 il settore registra una flessione dei ricavi del -4,1% rispetto allo stesso periodo del 2024, con un miglioramento nel terzo trimestre (-0,9%), a indicare un rallentamento della caduta.

Industria calzaturiera, Campania in frenata: export e occupazione in calo

Il comparto calzaturiero italiano mostra segnali di rallentamento, pur con segni di stabilizzazione, in un contesto macroeconomico globale incerto. Secondo l’analisi congiunturale del Centro Studi Confindustria Accessori Moda per Assocalzaturifici, nei primi nove mesi del 2025 il settore registra una flessione dei ricavi del -4,1% rispetto allo stesso periodo del 2024, con un miglioramento nel terzo trimestre (-0,9%), a indicare un rallentamento della caduta.

In Campania, l’export di calzature e componentistica cala dell’11,9% rispetto al 2024. Le principali destinazioni delle esportazioni regionali sono Francia (-14,7%), USA (-6,3%), Germania (+3,1%), Svizzera (-11,7%) e Slovacchia (-38,3%), mentre la Russia, al decimo posto, segna un -26,4%. Anche il numero di imprese attive nel settore, tra industria e artigianato, diminuisce di 5 unità rispetto alla fine del 2024, con un saldo negativo di 86 addetti. Le ore di cassa integrazione guadagni autorizzate dall’INPS nei primi nove mesi del 2025 si riducono del -14,2%, attestandosi a circa 4,7 milioni di ore, comunque superiori ai livelli pre-Covid del 2019.

“La situazione nazionale resta complessa, ma il rallentamento della flessione nel terzo trimestre indica una prima luce in fondo al tunnel recessivo”, commenta Giovanna Ceolini, Presidente di Assocalzaturifici. “La capacità delle imprese italiane di presidiare i mercati europei e intercettare la domanda in aree dinamiche come il Medio Oriente sarà cruciale nel 2026. Nonostante performance aziendali disomogenee, la resilienza del Made in Italy resta confermata, con un fatturato settoriale nazionale stimato a 12,8 miliardi di euro, in calo del 3,1% sul 2024.”

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