Cronaca

Indagine a Roma sul Garante Privacy: perquisizioni per corruzione e peculato

Indagine a Roma sul Garante Privacy: perquisizioni per corruzione e peculato
Pasquale Stanzione

La Procura di Roma ha avviato un’inchiesta nei confronti del presidente dell’Autorità garante della protezione dei dati personali, del docente universitario Pasquale Stanzione e dell’intero Collegio. Le accuse, come riportato dai documenti dell’indagine, riguardano corruzione e peculato, e nascono in seguito a una serie di servizi della trasmissione Report. Giovedì mattina la Guardia di Finanza ha eseguito perquisizioni acquisendo documenti, telefoni e computer degli indagati.

Indagine a Roma sul Garante Privacy

Al centro delle indagini vi sono presunte “spese pazze” del board e episodi di corruzione legati a sanzioni ritenute opache negli ultimi due anni. L’attività istruttoria, coordinata dall’aggiunto Giuseppe De Falco, punta a ricostruire i comportamenti contestati, anche attraverso le testimonianze di ex dirigenti, tra cui l’ex segretario generale Angelo Fanizza, dimessosi due mesi fa dopo il caso relativo alla ricerca di una “talpa” interna che aveva fornito informazioni a Report.

Tra gli episodi contestati vi è la vicenda di Ita Airways: secondo la Procura, gli indagati avrebbero ricevuto tessere “Volare Executive” del valore di circa 6.000 euro ciascuna come presunta utilità in cambio della mancata irrogazione di sanzioni effettive alla compagnia. Il decreto di perquisizione evidenzia inoltre presunti rimborsi impropri per spese personali, incluse cene, viaggi, soggiorni in hotel a cinque stelle, sedute dal parrucchiere, servizi di lavanderia e attività di fitness. Nel 2024 i costi di rappresentanza e gestione sarebbero saliti fino a 400.000 euro.

Un’altra contestazione riguarda le missioni all’estero, come quella al G7 di Tokyo nel 2023, il cui costo reale secondo gli inquirenti sarebbe stato superiore a 80.000 euro, di cui 40.000 per i soli voli. L’indagine segnala anche l’utilizzo personale di auto di servizio da parte di alcuni membri del Collegio, nonché la gestione di sanzioni nei confronti della società Meta per i dispositivi smartglasses, oggetto di contestazioni sul fronte privacy.

Le opposizioni politiche, in particolare Avs e +Europa, hanno chiesto le dimissioni immediate del Collegio. Sandro Ruotolo, responsabile Informazione del Partito Democratico, ha sollevato interrogativi sulle tempistiche e la responsabilità dei membri dell’Autorità, sottolineando la necessità di chiarimenti urgenti sulle vicende emerse.

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