Il Cilento si è stretto attorno al dolore della famiglia Mautone per la scomparsa della piccola Azzurra, sei anni, la cui storia – raccontata anche da Il Mattino – ha commosso l’intero territorio. La bambina, originaria di Massascusa di Ceraso, ha affrontato per tre anni una malattia aggressiva che le ha sottratto lentamente l’infanzia, lasciando però una testimonianza di forza e dolcezza che oggi diventa memoria collettiva.
Aveva uno sguardo profondo, luminoso, e un sorriso timido che si accendeva nei momenti sereni, custoditi con cura dalla famiglia durante un percorso scandito da terapie, ricoveri e spostamenti continui.
Il Cilento si ferma per Azzurra, la comunità abbraccia la famiglia
Il calvario della piccola era iniziato a Modena, dove il padre lavorava, per poi proseguire tra alcuni dei principali centri pediatrici italiani: il Gaslini di Genova, il Bambin Gesù di Roma e infine il Pausilipon di Napoli, che ha seguito Azzurra negli ultimi mesi con un’assistenza dedicata. La madre, in servizio presso il carcere di Vallo, ha vissuto ogni fase tra speranza e paura, mentre la sorellina Alba non si è mai allontanata da lei, accompagnandola nei momenti più duri. Negli ultimi tempi la famiglia risiedeva a Marigliano, città d’origine del padre, dove la bambina si è spenta circondata dall’affetto dei suoi cari.
Secondo Il Mattino, la comunità cilentana ha reagito con un dolore composto ma profondo. Ieri mattina i funerali hanno raccolto una folla partecipe: un corteo silenzioso ha attraversato le strade, seguito da parenti, amici e da molti cittadini arrivati dai paesi vicini per porgere un ultimo saluto. La chiesa gremita, i volti segnati dalle lacrime e i palloncini bianchi liberati all’uscita hanno composto un’immagine simbolica, semplice e potente, che resterà nel ricordo di chi ha voluto testimoniare la propria vicinanza.
Azzurra era piccola, ma il vuoto che lascia è immenso. La sua capacità di affrontare la sofferenza senza rinunciare a un gesto di dolcezza, a un sorriso da bambina, ha rappresentato una lezione silenziosa di coraggio. Per questo la comunità si è fermata, come riportato dal quotidiano, riconoscendo in lei una piccola guerriera capace di toccare il cuore di tutti.
La famiglia ha chiesto di trasformare il dolore in un gesto concreto: niente fiori, ma contributi alla raccolta fondi promossa dal Pausilipon a favore dei piccoli pazienti dell’ospedale, indicando nella causale il nome di Azzurra. Un modo per onorare la sua memoria e continuare, attraverso altre vite, quella traccia luminosa che la bambina ha lasciato dietro di sé.









