Cronaca

IKEA in sciopero il 5 dicembre: i sindacati denunciano un «premio-bluff» e una «crisi del modello»

ikea assume afragola
Ikea

Sciopero nazionale il 5 dicembre per i lavoratori di IKEA Italia. Le sigle sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno proclamato la mobilitazione contro quello che definiscono un “premio di partecipazione beffa”, denunciando importi irrisori o del tutto assenti per oltre la metà dei negozi. Alla base della protesta, la contestazione di un sistema di valutazione legato al raggiungimento di obiettivi ritenuti in molti casi “incomprensibili o irrealistici”, che penalizzerebbe la maggioranza dei dipendenti.

IKEA in sciopero il 5 dicembre

Secondo i sindacati, l’azienda avrebbe impostato un modello premiale non più coerente con la realtà operativa dei punti vendita. Il calo dei flussi di clientela, la maggiore competizione nel settore dell’arredamento e la crescente incidenza dell’e-commerce avrebbero inciso profondamente sulla redditività dei negozi fisici, rendendo sempre più difficile per i lavoratori maturare i risultati richiesti. I rappresentanti dei dipendenti parlano di “un sistema che non premia l’impegno, ma riflette esclusivamente parametri aziendali interni, spesso scollegati dalle effettive performance delle persone”.

L’azienda, dal canto suo, difende la legittimità del proprio sistema, sottolineando che il premio è correlato “al conseguimento di obiettivi condivisi” e che il mancato raggiungimento degli stessi comporta la naturale mancata erogazione del beneficio economico. Tuttavia, i lavoratori replicano che l’attuale metodo di calcolo “scarica interamente sui dipendenti le difficoltà gestionali e di mercato” e chiedono un nuovo meccanismo di partecipazione agli utili, più equo e legato al contributo individuale e collettivo.

Alla base dello scontro vi è anche il mancato rinnovo del contratto integrativo aziendale, la cui trattativa si è interrotta dopo mesi di negoziati senza esito. La rottura ha inasprito ulteriormente i rapporti industriali, alimentando uno stato di agitazione che ora culmina nella proclamazione dello sciopero nazionale.

La mobilitazione arriva in un momento delicato per il gruppo, che negli ultimi anni ha dovuto rivedere la propria strategia commerciale puntando su nuove formule di prossimità e canali digitali per fronteggiare il cambiamento dei consumi. I sindacati parlano apertamente di “crisi del modello IKEA”, sostenendo che il gigante svedese, un tempo simbolo di modernità e inclusione, stia perdendo progressivamente la propria capacità di garantire condizioni di lavoro eque e gratificanti.

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