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Giunta regionale nel caos, Iannone all’attacco: “Nomine illegittime e accuse strumentali, serve rispetto delle regole”

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Antonio Iannone
Antonio Iannone

Le prime settimane della nuova legislatura regionale si aprono all’insegna delle polemiche politiche e istituzionali. A finire nel mirino è la gestione dell’avvio dell’azione di governo da parte del presidente Fico, accusato dall’opposizione di aver collezionato una serie di scelte discutibili che rischiano di compromettere la credibilità dell’esecutivo fin dai primi passi.

A intervenire con toni duri è il senatore di Fratelli d’Italia Antonio Iannone, commissario regionale del partito in Campania, che parla apertamente di confusione amministrativa e di un uso disinvolto delle norme.

Giunta regionale nel caos, Iannone all’attacco

Secondo Iannone, il primo segnale negativo sarebbe arrivato già dal ritardo con cui il presidente si è presentato in Consiglio regionale, a distanza di circa quaranta giorni dalle elezioni, senza una giunta pienamente operativa. Un vuoto istituzionale che, a giudizio dell’esponente di Fratelli d’Italia, ha segnato un avvio incerto e poco efficace dell’azione di governo. A questo si sarebbe aggiunta, sempre secondo la ricostruzione dell’opposizione, una crisi politica consumatasi simbolicamente già alla fine dell’anno, durante le festività di Capodanno, con il venir meno degli equilibri che avrebbero dovuto sostenere la nuova maggioranza.

Il punto più contestato, tuttavia, riguarda la recente nomina di un assessore che, al momento dell’incarico, risulterebbe ancora formalmente sindaco dimissionario, ma non decaduto, non essendo trascorsi i venti giorni previsti dalla normativa per rendere effettive le dimissioni. Una scelta che Iannone definisce come l’ennesima dimostrazione di superficialità nella gestione delle regole istituzionali, parlando di una situazione che avrebbe ormai assunto i contorni di una “commedia politica”.

Nel mirino del senatore anche la reazione della maggioranza, che invece di riconoscere l’errore avrebbe deciso di contrattaccare sollevando dubbi sull’incompatibilità del capo dell’opposizione Edmondo Cirielli. Un’accusa respinta con decisione da Fratelli d’Italia, che ribadisce come la legge preveda un iter preciso: l’eventuale incompatibilità deve essere formalmente contestata dalla Camera parlamentare di appartenenza e solo successivamente l’interessato è chiamato a scegliere tra i due incarichi.

Iannone sottolinea che, per quanto riguarda il suo partito, non vi sono timori sul rispetto delle norme, ricordando che è il ruolo parlamentare a risultare incompatibile con quello di consigliere regionale, e non il contrario. L’esponente di FdI rivendica la piena conoscenza delle procedure e la volontà di attenersi rigorosamente alla legge, accusando invece la maggioranza di dimostrare, anche alla luce di precedenti analoghi come il cosiddetto “caso Cuomo”, una scarsa padronanza delle regole istituzionali.

La polemica politica resta dunque alta e rischia di accompagnare anche le prossime fasi dell’attività consiliare, in un clima che appare già fortemente segnato da tensioni e contrapposizioni, mentre sullo sfondo restano le attese dei cittadini su temi concreti e urgenti per la Regione Campania.

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