Come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola, il Comune di Salerno ha nuovamente respinto il Piano urbanistico attuativo presentato dalla società Fonderie Pisano per il comparto CR_1 di Fratte, l’area di via dei Greci dove insiste lo storico stabilimento siderurgico.
Il verdetto degli uffici comunali è netto: la proposta non è ritenuta accoglibile sotto il profilo urbanistico-edilizio. Si tratta della seconda bocciatura formale, arrivata a conclusione di un’istruttoria che ha evidenziato, ancora una volta, l’assenza delle integrazioni e dei chiarimenti richiesti all’azienda.
Fonderie Pisano, nuovo stop dal Comune
Il provvedimento porta la firma della direttrice del settore Trasformazione urbanistica ed Edilizia, Maria Maddalena Cantisani, e del responsabile del servizio Piani attuativi, Pietro Cavallo. Secondo quanto emerge dagli atti, la documentazione trasmessa dalla proprietà non ha superato la fase di valutazione preventiva di conformità alle previsioni del Piano urbanistico comunale, passaggio indispensabile per l’avvio dell’iter approvativo.
La decisione appare in contrasto con il clima che si era registrato solo pochi mesi fa. Nell’ottobre scorso, infatti, un incontro a Palazzo di Città tra l’amministrazione comunale e i vertici delle Fonderie Pisano aveva lasciato intravedere una possibile accelerazione sul futuro dell’area, con dichiarazioni pubbliche che collegavano l’approvazione del Pua al trasferimento dell’impianto industriale entro un arco temporale definito. Uno scenario che, alla luce degli sviluppi successivi, non ha trovato riscontro nei fatti amministrativi.
Le motivazioni del diniego sono dettagliate nel provvedimento notificato a Ciro Pisano, amministratore delegato della società. In primo luogo, viene richiamata la storia urbanistica del comparto CR_1, già oggetto di una proposta di Piano urbanistico attuativo presentata nel 2013 dall’allora rappresentante legale Luigi Pisano. Quella proposta, mai giunta a conclusione, è stata archiviata nel settembre 2022 per inerzia, nell’ambito di una ricognizione comunale sui comparti edificatori del Puc privi di iniziative attuative.
Un nuovo passaggio si è aperto lo scorso maggio, dopo la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo sulla vicenda delle Fonderie Pisano, che ha accertato la violazione del diritto dei cittadini a vivere in un ambiente salubre. In quel contesto, il settore Urbanistica ha invitato formalmente l’azienda a manifestare l’eventuale interesse a proporre un nuovo Pua per il comparto, fissando tempi precisi per l’avvio dell’iter.
La risposta è arrivata con un’istanza protocollata il 7 agosto, con cui la società ha chiesto una nuova valutazione preventiva della proposta. Tuttavia, a seguito di un articolato rapporto istruttorio inviato dagli uffici comunali il 6 ottobre, nel quale venivano elencati i motivi ostativi all’approvazione, non sono più pervenuti riscontri. Trascorsi i termini senza alcuna integrazione documentale, il Comune ha ritenuto permanenti le condizioni di non accoglimento.
