“Nel Salernitano l’emergenza non è più un’eccezione: è diventata sistema. Ospedali in affanno, pronto soccorso congestionati, medici “gettonisti” chiamati a tappare falle strutturali, infermieri che lasciano il servizio pubblico, medici di base che non ci sono. Un quadro che non può più essere spiegato come un fatto contingente o legato esclusivamente all’ondata influenzale” lo denuncia in una nota il Segretario Generale FENEALUIL Salerno Patrizia Spinelli.
Fenealuil Salerno: “Sanità ed edilizia: due emergenze diverse, una sola responsabilità”
“Allo stesso modo, nel settore dell’edilizia, a fronte di cantieri numerosi e risorse pubbliche disponibili, si registra una crescente difficoltà a reperire manodopera qualificata e imprese strutturate, capaci di garantire qualità, sicurezza e continuità del lavoro.” si legge ancora nella nota.
“Apparentemente due mondi lontani. In realtà, la stessa crisi. La sanità pubblica vive una vera e propria emorragia di personale. In provincia di Salerno mancano centinaia di infermieri, decine di medici di base, interi reparti reggono solo grazie a professionisti a partita IVA pagati a gettone. Un modello emergenziale diventato ordinario, che certifica il fallimento della programmazione. A questo si aggiunge il fenomeno dell’esodo dei medici verso l’estero o verso il settore privato, dove condizioni di lavoro, retribuzioni e percorsi professionali risultano più attrattivi.” prosegue Spinelli.
Una perdita di competenze non casuale
“È un meccanismo che il settore dell’edilizia conosce da tempo: lavoratori qualificati che lasciano il territorio o cambiano settore perché qui non trovano stabilità, riconoscimento e prospettive. In entrambi i casi, la perdita di competenze non è casuale, ma il risultato diretto di anni di svalutazione del lavoro. Il danno per il Paese è enorme.” prosegue la nota.
Il Segretario Generale FENEALUIL prosegue: “L’esodo di professionalità formate con risorse pubbliche si traduce in una perdita secca di valore economico, di produttività e di Pil. Lo Stato investe nella formazione di medici, infermieri, tecnici e operai specializzati, ma i benefici di quell’investimento vengono raccolti altrove. A questo si aggiungono costi indiretti: rallentamento dei servizi, minore qualità delle prestazioni, aumento della spesa emergenziale e perdita di coesione sociale.”
Le risorse pubbliche investite nel salernitano
“Un impoverimento strutturale che frena lo sviluppo e scarica il prezzo più alto sulle comunità locali. Eppure, mai come oggi, sul territorio salernitano stanno arrivando risorse pubbliche straordinarie. – prosegue – Grazie ai finanziamenti del PNRR, nei prossimi anni verranno costruite Case della Comunità, realizzati interventi di ristrutturazione e ampliamento degli ospedali, fino al progetto simbolo della sanità locale: la costruzione del nuovo ospedale Ruggi d’Aragona”
“Il paradosso è evidente: mentre si progettano e si realizzano nuove strutture sanitarie, manca il personale necessario a renderle operative. Il rischio concreto è che le nuove strutture del PNRR diventino contenitori moderni ma inutilizzabili. Sanità ed edilizia condividono la stessa radice del problema: la distruzione della fiducia nel lavoro pubblico e regolato. Ignorarlo significa accettare che l’emergenza diventi il nuovo equilibrio” conclude il Segretario Generale FENEALUIL Salerno Patrizia Spinelli.









