Dal 2026 le farmacie italiane assumono un ruolo più ampio e strutturato all’interno del sistema sanitario nazionale, diventando veri e propri presìdi di prevenzione e diagnosi di prossimità. Con l’entrata in vigore del decreto attuativo legato alla riforma dei nuovi servizi farmaceutici, i cittadini potranno effettuare una serie di esami diagnostici di prima istanza direttamente in farmacia, superando il limite che fino al 2025 consentiva esclusivamente test di autodiagnosi di base, come la misurazione della glicemia o del colesterolo.
Farmacie, esami diagnostici e screening direttamente al banco
Il nuovo assetto normativo consente alle farmacie di eseguire analisi più articolate grazie all’utilizzo di strumenti certificati e all’impiego di personale formato secondo standard riconosciuti dal Ministero della Salute. Tra le prestazioni previste rientrano test ematici per il controllo degli ormoni, esami per la valutazione della funzionalità renale ed epatica, marker cardiaci, indici infiammatori e screening oncologici rapidi, come quelli per il tumore della prostata attraverso il PSA e per il colon-retto. Si tratta di esami di primo livello, pensati per favorire l’individuazione precoce di eventuali alterazioni e orientare tempestivamente il cittadino verso ulteriori approfondimenti clinici.
Elemento centrale della riforma è l’introduzione dei cosiddetti “laboratori decentrati”, che opereranno in integrazione con le aziende sanitarie locali e con le piattaforme digitali regionali. I referti prodotti in farmacia avranno validità clinica e saranno inseriti nel fascicolo sanitario elettronico, consentendo la condivisione delle informazioni con i medici curanti e le strutture sanitarie di riferimento. I farmacisti coinvolti nell’erogazione dei nuovi servizi dovranno seguire specifici percorsi di formazione, sia per garantire la corretta esecuzione delle analisi sia per assicurare la gestione appropriata dei dati sensibili.
L’obiettivo del provvedimento è rendere più accessibili i controlli di routine e ridurre i tempi di attesa per le prestazioni diagnostiche. Secondo le stime del settore, una quota significativa delle analisi di laboratorio effettuate ogni anno potrebbe essere progressivamente spostata sulle farmacie, con un impatto rilevante sulla riduzione delle liste d’attesa e sulla decongestione di ospedali e ambulatori. Il modello punta inoltre a rafforzare la sanità territoriale, avvicinando i servizi ai cittadini e intercettando più precocemente i bisogni di salute.









