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Ergon-Consorzio, contenzioso da un milione: rischio costi per i cittadini del Vallo di Diano

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Municipio di San Rufo

Si complica la vicenda tra il Consorzio Centro Sportivo Meridionale e la società partecipata Ergon, due enti in liquidazione, che rischia di ricadere economicamente sui contribuenti del Vallo di Diano. La Cassazione ha infatti respinto il ricorso del Consorzio, confermando l’obbligo di pagamento a favore di Ergon di circa 700mila euro più interessi, somma che arriva a sfiorare il milione e mezzo di euro come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.

Ergon-Consorzio, contenzioso da un milione di euro

Il Consorzio Centro Sportivo Meridionale, nato nel 1975 per la gestione del centro sportivo di San Rufo, è stato trasformato nel 1993 in Consorzio di Bacino per il ciclo dei rifiuti, coinvolgendo 45 comuni dei comprensori degli Alburni, Alto e Medio Sele, Bussento, Tanagro e Vallo di Diano. Per supportare la gestione dei rifiuti, il Consorzio aveva costituito la società partecipata Ergon insieme a un privato. Nel corso degli anni entrambi gli enti hanno attraversato difficoltà finanziarie, tra cui mancati pagamenti, commissariamenti e procedure fallimentari.

La vicenda trae origine da un decreto ingiuntivo di pagamento presentato da Pasquale Capozzoli, ex socio e ora liquidatore, per un importo di circa 700mila euro dovuto da parte del Consorzio alla Ergon per servizi legati al ciclo dei rifiuti. Dopo una serie di ricorsi, culminati con il respingimento della controversia in Cassazione, il pagamento è stato confermato. Essendo il Consorzio in liquidazione volontaria, l’onere ricadrà sui Comuni che ne facevano parte, e quindi indirettamente sui cittadini.

Tuttavia, secondo i legali del Consorzio, esistono crediti vantati dallo stesso Centro Sportivo Meridionale nei confronti di Ergon, aprendo la possibilità di una transazione che possa ridurre l’impatto economico. È emerso inoltre che il decreto ingiuntivo originario era stato inviato tramite Pec poco dopo l’introduzione dell’obbligatorietà di tale modalità, senza che fosse fatta opposizione nei termini previsti, fattore che ha inciso sul decorso della procedura.

Parallelamente, un’altra questione riguarda la sede di Ergon nella zona industriale di Polla. Il Comune stava valutando l’acquisto dell’immobile, attualmente in stato di abbandono, con un cambio di destinazione d’uso rispetto al ciclo dei rifiuti, in collaborazione con due privati che hanno aziende nei pressi. Tuttavia, considerando che sulla struttura erano stati investiti fondi regionali destinati all’emergenza rifiuti, il progetto pubblico-privato sembra al momento rallentato, rendendo incerto il destino della proprietà e dei fondi coinvolti.

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